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    • 09 GEN 16
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    Troppi esami radiologici sui bambini: via al progetto “Radiazioni in pediatria”.

    Troppi esami radiologici sui bambini: via al progetto “Radiazioni in pediatria”.

    Progetto radiazioni in pediatria: stop agli esami radiologici sui bambini.

    Sta per partire un importante progetto finalizzato a ridurre gli esami radiologici sui bambini. Tre le associazioni interessate a sensibilizzare i pediatri ed i genitori sul minore utilizzo di queste metodologie d’indagine: l’Associazione Italiana di Fisica medica, la Società Italiana di Pediatria e la Società Italiana di Radiologia Medica.   Gli ultimi dati Istat hanno rivelato che su 40 milioni di radiografie eseguite annualmente in Italia, un decimo sono effettuate sui bambini. Il dato ha creato non poche preoccupazioni nell’ambiente scientifico, per via delle conseguenze di una esposizione esagerata, quando addirittura non necessaria, alle radiazioni ionizzanti soprattutto se immesse nell’organismo di un bambino.

    Un’altro dato allarmante è scaturito dal rilevamento di una mancanza di formazione specifica del personale medico pediatrico e sanitario, in merito alla necessità di effettuare esami radiografici sui bambini. Addirittura la carenza di informazioni dettagliate è stata evidenziata fin dal percorso formativo universitario ed è assente anche nell’ambito dei corsi di formazione.

    L’iniziativa promossa dalle tre importanti associazioni italiane, nasce per dare un contributo alla campagne “Image Gently” promossa negli stati uniti ed in altri 70 paesi del mondo ed “Eurosafe”, entrambe finalizzate ad una maggior conoscenza sull’utilizzo delle radiazioni ionizzanti rivolta sia alle famiglie che agli operatori del settore.   Il progetto “Radiazioni in Pediatria” si svolgerà in due fasi. La prima fase, rivolta ai medici pediatri iscritti alla SIP, società italiana di pediatria, avrà lo scopo di aumentare il livello i conoscenza in merito all’appropriatezza delle problematiche legate agli esami radiologici.   La seconda fase invece ha lo scopo di fornire ai genitori dei bambini tutte le informazioni necessarie a comprendere i benefici ed i rischi derivanti dagli esami radiologici, mettendoli così anche in condizioni di comprendere meglio quello che gli operatori sanitari riferiscono.

    Numerosi i commenti che hanno accompagnato l’importanza dell’iniziativa. Il presidente della SIP, Giovanni Corsello, ha confermato l’assenza in Italia di una specifica formazione da parte dei pediatri e degli operatori sanitari sia per quanto riguarda l’appropriatezza degli esami radiologici che la radioprotezione, proponendo inoltre la compilazione di un questionario, redatto dalle tre società scientifiche promotrici del progetto, al fine di individuare le reali lacune.   Luisa Begnozzi, presidente dell’AIFM, invece si è soffermata sulla necessità di monitorare con determinazione le giustificazioni e l’ottimizzazione degli esami radiografici, ritenute fondamentali per una maggiore radioprotezione del paziente.   Dello stesso parere anche Claudio Granata e Sergio Salerno, entrambi delegati del progetto SIRM che hanno sottolineato l’importanza del contenimento del numero degli esami radiografici, soprattutto nei bambini, fondamentale per la riduzione del rischio collettivo.   (Fonte: Redazione di Mammole)

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