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    • 25 MAG 16
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    Ti spio e ti licenzio: tempi duri per i dipendenti infedeli.

    Ti spio e ti licenzio: tempi duri per i dipendenti infedeli.

    Con la sentenza numero 9749/16 del 12.05.2016, la Cassazione ha definitivamente reso lecita una pratica che farà molto discutere e che sostanzialmente stabilisce che: “è possibile controllare di nascosto il dipendente che prende qualche giorno di permesso o che certifica la malattia, ma poi impegna il proprio tempo libero per altre attività: l’azienda lo può far pedinare da un investigatore privato durante l’arco della giornata “privata” (o della notte), senza perciò né ledere la sua privacy, né violare le regole imposte dallo Statuto dei Lavoratori. Il datore di lavoro, che pertanto sospetti le bugie o l’utilizzo illegittimo dei giorni di assenza dal lavoro, può dare il via tranquillamente ad appostamenti, registrazioni e scatti fotografici anche a mezzo di detective”. Ciò che non è tolto è ovviamente la garanzia dei diritti contrattuali che rimangono solidi ed inviolabili, disponibili per tutti quanti ne facciano giusta e legittima richiesta nel rispetto della loro funzione e della tutela che garantiscono. Sembrerebbe una contraddizione perché se da una parte l’accesso al diritto rimane inviolabile, dall’altra risulta sospetto l’uso che se ne fa. Cosa fa scattare questo corto circuito? Nel caso che ha condotto alla sentenza citata, la Corte di Cassazione ha ritenuto legittimo il licenziamento del lavoratore che, nelle ore in cui aveva fruito di permessi ex lege n. 104 del 1992 concessi per l’assistenza alla suocera disabile, si era invece più volte recato ad effettuare lavori in alcuni terreni di proprietà. (Fonte: infermieristicamente.it)

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