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    Tempi di attesa massimi in ospedale per visite, ricoveri ed esami.

    Tempi di attesa massimi in ospedale per visite, ricoveri ed esami.

    I tempi d’attesa massimi previsti dalla normativa per visite ed esami diagnostici negli ospedali sono definiti nell’Accordo Stato Regioni dell’11 Luglio 2002. In particolare, tali tempi sono di 30 giorni per le visite specialistiche e di 60 giorni per gli esami diagnostici. Sussiste il diritto del cittadino – superati i tempi massimi di ottenere la medesima prestazione medica ma con attività libero-professionale in intramoenia senza costi aggiuntivi rispetto al ticket già pagato.

    Il modulo per inviare la richiesta all’ASL competente è disponibile a questo indirizzo.

    Torniamo ora a parlare dei tempi massimi di attesa a seconda del tipo di patologia e di attività medica richiesta dal malato.

    L’intesa Stato Regioni del 2002 fissa anche le classi di priorità per il ricovero e per l’ambulatoriale. Eccole qui di seguito:

    Classe di priorità per il ricovero

    CLASSE A

    Ricovero entro 30 giorni per i casi clinici che potenzialmente possono aggravarsi rapidamente al punto da diventare emergenti, o comunque da recare grave pregiudizio alla prognosi.

    CLASSE B

    Ricovero entro 60 giorni per i casi clinici che presentano intenso dolore, o gravi disfunzioni, o grave disabilità ma che non manifestano la tendenza ad aggravarsi rapidamente al punto di diventare emergenti né possono per l’attesa ricevere grave pregiudizio alla prognosi.

    CLASSE C

    Ricovero entro 180 giorni per i casi clinici che presentano minimo dolore, disfunzione o disabilità, e non manifestano tendenza ad aggravarsi né possono per l’attesa ricevere grave pregiudizio alla prognosi.

    CLASSE D

    Ricovero senza attesa massima definita per i casi clinici che non causano alcun dolore, disfunzione o disabilità. Questi casi devono comunque essere effettuati almeno entro 12 mesi.

    Questa categorizzazione, nata per i ricoveri chirurgici, può comunque essere di riferimento anche per i ricoveri di tipo medico.

    Classe di priorità per le prestazioni ambulatoriali

    Per le prestazioni ambulatoriali, in mancanza di indicazioni internazionali, si possono prendere come punto di partenza i risultati di alcune esperienze italiane e definire le seguenti classi di priorità:

    CLASSE A

    Prestazione la cui tempestiva esecuzione condiziona in un arco di tempo breve la prognosi a breve del paziente o influenza marcatamente il dolore, la disfunzione o la disabilità. Da eseguirsi entro 10 giorni.

    CLASSE B

    Prestazione la cui tempestiva esecuzione non influenza significativamente la prognosi a breve ma è richiesta sulla base della presenza di dolore o di disfunzione o disabilità. Da eseguirsi entro 30 giorni per le visite e entro 60 giorni per le prestazioni strumentali.

    CLASSE C

    Prestazione che può essere programmata in un maggiore arco di tempo in quanto non influenza la prognosi, il dolore, disfunzione, la disabilità. Da eseguirsi entro 180 giorni.

    Le prestazioni per le quali non necessita individuare una priorità, tenendo conto che stiamo sempre parlando di primi accessi, sono da considerasi potenzialmente inappropriate e quindi da valutarne con attenzione la prescrivibilità.

    Tempi di attesa massimi in ospedale su tutta Italia

    Di seguito sono elencati i criteri principali per l’individuazione delle aree o delle prestazioni specialistiche sulle quali lavorare a livello regionale e nazionale:

    tutte le prestazioni o ambiti le cui liste di prenotazione manifestano tempi di attesa superiori ad un valore limite fissato dalla Regione o ritenuto adeguato a livello nazionale;

    tutte le prestazioni o ambiti che il livello regionale/nazionale ritiene ad alta complessità diagnostico terapeutica;

    tutte le prestazioni o ambiti che il livello regionale/nazionale ritiene di alto valore socio sanitario;

    tutte le prestazioni o ambiti connesse a particolari patologie per le quali il livello regionale/nazionale ha dichiarato di concentrare una particolare attenzione sulla tempestività dell’esecuzione.

    Gli ambiti e le prestazioni di interesse nazionale sono:

    Patologia oncologica

    Questa tematica è molto sentita a livello nazionale e rappresenta un problema significativo per molte realtà regionali. La tempestività della diagnosi e della terapia oncologica, in termini di capacità di riduzione dei tempi di accesso alla diagnosi definitiva e alla conseguente terapia.

    Le prestazioni di quest’area dove individuare obiettivi comuni sono le seguenti:

    Effettuazione della prima visita specialistica per sospetta neoplasia entro 2 settimane dalla richiesta di prenotazione;

    Effettuazione dell’intervento chirurgico di asportazione di neoplasia maligna, entro 30 giorni dal momento in cui è stata posta l’indicazione all’intervento da parte dello specialista;

    Inizio del trattamento chemioterapico e/o radioterapico per neoplasia e, comunque, in accordo alle indicazioni previste nel singolo caso, entro 30 giorni dal momento indicato da parte dello specialista.

    tempi appena esposti sono massimi da garantire su tutto il territorio nazionale.

    Prestazioni ambulatoriali

    Le prestazioni selezionate sono le seguenti:

    RMN della colonna = tempo massimo di attesa 60 giorni

    TAC cerebrale = tempo massimo di attesa 60 giorni

    Ecodoppler dei tronchi sovraortici e dei vasi periferici = tempo massimo di attesa 60 giorni

    Visita cardiologica = tempo massimo di attesa 30 giorni

    Visita oculistica = tempo massimo di attesa 30 giorni

    Esofagogastroduodenoscopia = tempo massimo di attesa 60 giorni

    Ecografia addome = tempo massimo di attesa 60 giorni

    Prestazioni di ricovero

    Si ritiene che il tempo di attesa massimo nazionale si debba concentrare su poche prestazioni di ricovero che, per la loro rilevanza clinica e sociale siano particolarmente garantite (fatti salvi specifici casi con caratteri di emergenza/urgenza clinica o con criteri di priorità elevata che prevedono attese inferiori). (Fonte: ailf.eu)

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  • Pubblicato da antonio in 20 dicembre 2016, 20:24

    La prima considerazione è la costante inadempienza delle strutture romane rispetto ai contenuti dell’accordo stato-regioni. La seconda considerazione è legata a quali armi il cittadino può mettere in campo a tutela dei propri diritti. Quando parlo di armi intendo ovviamente armi PRESCRITTIVE per la struttura. Il ricorso al privato è ormai costante ( vedi il pullulare di Centri diagnostici privati nei nostri quartieri ) per la diagnostica.A questo siamo ormai rassegnati. Lo sgomento ti prende quando hai bisogno di prestazioni chirurgiche ospedaliere. E’ di questi giorni l’intervento privato di un mio caro perché l’ospedale di riferimento ha liste d’attesa INCOGNITE per non parlare dell’assenza della strumentazione necessaria. Sempre di questi giorni è la comunicazione di una capo-sala di senologia ad un mio caro che chiedeva notizie sul proprio ricovero in DH( promessole dal mese di settembre per il mese di dicembre); alla capo-sala pareva assai " strano" che questa fosse la tempistica del ricovero poiché ella in quei giorni si accingeva a chiamare " i cancri di giugno): Sic. E sono un medico: figuriamoci i poveri comuni cittadini. Il Governatore del Lazio ha mai qualche problemino di salute per poter toccare con mano il dissesto del SSR? E’ un suo problema? Ha mai censito lo stato degradato delle strutture romane ? Sa che in pochi anni ad esempio i reparti di medicina del S. Camillo hanno subito una ignobile falcidia e che cio’ che ha rappresentato il Gold standard degli obiettivi regionali è stato il contenimento dei costi sulla pelle dei Pazienti? Perché non si fa qualche modesta ricognizione nella nostra sanità saltando magari qualche " inaugurazione "?
    Ma tanto a chi lo dici…Essi sono immuni e impuniti, ma io spero sempre in un possibile risveglio delle coscienze e nell’opera benefica che la nostra immagine allo specchio rinvia ai nostri valori morali….E non tutti possono specchiarsi!

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