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    • 15 MAG 17
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    Sanità, assunzioni senza concorso. Consulta boccia la Regione Puglia.

    Sanità, assunzioni senza concorso. Consulta boccia la Regione Puglia.

    La Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima la norma della Regione Puglia sui contratti a tempo determinato rinnovabili per il personale sanitario. In particolare i giudici, accogliendo il ricorso del presidente del Consiglio dei Ministri, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dei comma 4, 5 e 6 dell’articolo 53 della legge di stabilità del febbraio 2016, nella parte in cui prevede l’assunzione per un anno, senza concorso, di personale delle Asl già precedente adibito a Servizio di assistenza domiciliare integrata (ADI), riabilitazione e integrazione scolastica. Secondo il ricorrente tali norme «sarebbero costituzionalmente illegittime, sia per violazione del principio del concorso pubblico, sia per invasione della competenza statale in materia di ordinamento civile». Secondo la Regione Puglia, però, le norme impugnate «non introdurrebbero una nuova forma di assunzione alle dipendenze della Pubblica Amministrazione in assenza di procedure concorsuali selettive, ma si limiterebbero a mantenere lo status quo, al fine di soddisfare le esigenze assistenziali». I giudici della Consulta, nel dare ragione al Governo bocciando la legge pugliese, spiegano nella sentenza che «le regioni devono rispettare la regola posta dall’art. 97, quarto comma, della Costituzione secondo cui ‘[a]gli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorsò», sottolineando che «né la necessità di garantire la continuità dell’azione amministrativa, addotta dalla resistente, è ragione di per sé sufficiente a giustificare una deroga al principio del pubblico concorso». La Corte spiega, quindi, che «trattandosi di servizi assistenziali stabili, che l’amministrazione ha l’obbligo di fornire, la Regione non avrebbe dovuto prevedere la chiamata in servizio ‘direttà, con contratti annuali rinnovabili, ma seguire le ordinarie procedure di assunzione (nelle quali è consentito entro certi limiti valorizzare la specifica esperienza pregressa)». (Fonte: lagazzettadelmezzogiorno.it)

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