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    • 21 AGO 17
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    Quali lauree fanno trovare prima lavoro.

    Quali lauree fanno trovare prima lavoro.

    Professionalità ricercate: bocciate le lauree tradizionali come giurisprudenza, lettere, medicina ed economia e commercio: il mondo del lavoro cerca informatici, matematici, ingegneri e traduttori. La scelta del corso di laurea si basa su un mix di valutazioni: attitudini personali, ambizioni lavorative e realismo. Una cosa è dire «Da grande mi piacerebbe fare…», un’altra è se davvero il mercato ha bisogno di questa figura professionale. Il rischio è intraprendere un corso di studi di diversi anni, magari con fatica e sforzi economici, e poi scoprire che non ci sono sbocchi utili. È vero: la disoccupazione non risparmia alcun settore ma vi sono qualifiche professionali ancora ricercate. Ferma la regola che, su tutto, prevale comunque la preparazione e la motivazione, vediamo quali lauree fanno trovare prima lavoro. Per sapere quale corso di studio intraprendere e in quali settori è più facile trovare occupazione è possibile consultare il sistema informativo Excelsior di Unioncamere e Anpal (Agenzia nazionale politiche attive del lavoro). Si tratta di un sistema di monitoraggio delle ricerche di personale pianificate dalle imprese aggiornato ogni tre mesi; sono disponibili dati a livello nazionale e per Regioni e Province. Il Sistema informativo Excelsior fornisce annualmente i dati di previsione sull’andamento del mercato del lavoro e sui fabbisogni professionali e formativi delle imprese. I laureati più rari da procurarsi sul mercato secondo le aspettative delle aziende sono gli interpreti e i traduttori. Altrettanto ricercati sono gli ingegneri elettronici (58,7%) e ingegneri industriali (50,2%), matematici e fisici (40,9%). Ma procediamo con ordine e vediamo quali sono le professionalità ricercate dal mondo del lavoro: in altri termini, quali lauree fanno trovare prima lavoro.

    Le 10 lauree più richieste

    Ecco le 10 lauree che consentono di trovare prima un posto di lavoro:

    indirizzo linguistico, traduttori e interpreti: difficili da trovare nel 69% dei casi;

    ingegneria elettronica e dell’informazione: difficili da trovare nel 58,7% dei casi;

    altri indirizzi di ingegneria: difficili da trovare nel 57,7% dei casi;

    ingegneria industriale: difficili da trovare nel 50,2% dei casi;

    scienza, matematica e fisica: difficili da trovare nel 40,9% dei casi;

    economia: difficili da trovare nel 34,8% dei casi;

    indirizzo chimico farmaceutico: difficili da trovare nel 27,1% dei casi;

    insegnamento e formazione: difficili da trovare nel 25,2% dei casi;

    scienze motorie: difficili da trovare nel 19,9% dei casi;

    indirizzo sanitario: difficili da trovare nel 19,1% dei casi.

    Le 10 professioni più richieste

    Ecco le 10 figure professionali più richieste:

    informatici, fisici e chimici (assunzioni previste nel prossimo trimestre: 3.820). Difficili da trovare nell’88% dei casi;

    Formatori (assunzioni previste nel prossimo trimestre: 4.590);

    Progettisti e ingegneri: (assunzioni previste nel prossimo trimestre: 4.590). Difficili da trovare nel 66% dei casi;

    Tecnici dei servizi alle persone: (assunzioni previste nel prossimo trimestre: 5.540). Difficili da trovare nel 59% dei casi;

    Operai metalmeccanici ed elettromeccanici: (assunzioni previste nel prossimo trimestre: 2.990). Difficili da trovare nel 55% dei casi;

    Operai specializzati: (assunzioni previste nel prossimo trimestre: 14.990). Difficili da trovare nel 43% dei casi;

    Specialisti in scienze economiche: (assunzioni previste nel prossimo trimestre: 1.930). Difficili da trovare nel 41% dei casi;

    Tecnici informatici e della produzione: (assunzioni previste nel prossimo trimestre: 14.420). Difficili da trovare nel 39% dei casi;

    Operai del legno: (assunzioni previste nel prossimo trimestre: 1.600). Difficili da trovare nel 38% dei casi;

    Operatori della cura estetica: (assunzioni previste nel prossimo trimestre: 6.590). Difficili da trovare nel 38% dei casi;

    A offrire molte chance lavorative ai Millennials è anche il turismo, che potrebbe riservare ai giovani fino a 8 entrate programmate su 10; seguono commercio (78%) e servizi alle persone (72%). Cosa scrivere sul curriculum? Ciò che continua a far presa è sempre la precedente esperienza che viene richiesta nell’80% dei casi. Un peso sempre maggiore lo hanno le lingue. Inoltre a 4 laureati su 5 è richiesto l’utilizzo di tecnologie e strumenti internet. In crisi le lauree tradizionali. Giurisprudenza – il tradizionale calderone di chi cerca lavoro ma non sa cosa vuole fare – è in forte decadenza. L’assenza di posti di lavoro “fissi” ha portato molti giovani ad abbracciare – per vocazione o per necessità – la libera professione. Senonché il mondo dell’avvocatura è attraversato da un profondo scossone. Secondo un’indagine del Censis, i due terzi degli avvocati italiani sono preoccupati per il proprio futuro e non credono più alla possibilità di un miglioramento. Il Censis afferma che l’avvocatura è una professione ancora prestigiosa ma ferita dalla crisi, con un 44,9% dei professionisti che ha subito un ridimensionamento delle entrate nel 2016. Nel 2016 si è ridotta del 1,3 % la quota di chi ha incrementato il proprio fatturato. (Fonte: laleggepertutti.it)

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