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    • 07 MAG 16
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    Provincia di Foggia: “Ospedali, la mappa dei reparti dove è meglio curarsi”.

    Provincia di Foggia: “Ospedali, la mappa dei reparti dove è meglio curarsi”.

    Dove e come curarsi. La “mappa” aggiornata dei servizi sanitari della provincia di Foggia conferma alcune criticità e sottolinea nuovi successi. Proprio nel periodo in cui a Bari inveiscono per l’aumento della spesa per la mobilità passiva (secondo l’assessore al Bilancio, Raffaele Piemontese, passata da 65 a 75 milioni di euro), è opportuno comprendere quali sono le strutture – pubbliche e private – che lavorano meglio in Capitanata. I dati forniti dal portare doveecomemicuro.it, basati su un’ampia banca dati (Ministero della Salute, Istat, Sportello Cancro, Age.Na.S. – Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali, Atlante Sanitario ERA WEB), possono essere essenziali per fornire una buona bussola al cittadino. Per evitare che possa essere allettato dalla fuga verso altre province e regioni d’Italia, magari imbattendosi in servizi peggiori rispetto a quelli del territorio.

    PARTO

    Per le future mamme di Capitanata, non c’è scelta: o si va a San Giovanni Rotondo (Casa Sollievo della Sofferenza) o agli Ospedali Riuniti. I due ospedali, infatti, non solo sono al top per gli standard nazionali, ma hanno indicatori notevoli anche se valutate secondo gli standard nazionali. Gli OO.RR. hanno una produzione maggiore, mentre nell’ospedale di San Pio spiccano i tre bollini rosa. Entrambi sinonimo di qualità. Male (non malissimo) invece tutti gli ospedali Asl: San Severo e Cerignola.

    TUMORE AL FEGATO E AL COLON

    Spesso ci si rivolge altrove, nel tentativo di trovare la soluzione chirurgica per le neoplasie. Ma nel caso specifico, il policlinico di Foggia e l’Irccs di San Giovanni Rotondo hanno tutti gli indicatori al massimo, sia nazionali che internazionali. In questo caso, la ricerca altrove di prestazioni “migliori”, magari al Nord, sarebbe inutile ed improduttiva. Stesso discorso per le patologie maligne del colon, con Casa Sollievo un punto meglio per via del tasso di mortalità a 30 giorni.

    TUMORE ALLA PROSTATA

    Se il privato zoppica (l’indicatore della Casa di Cura “Brodetti” di Foggia è sotto la media nazionale), la migliore offerta sanitaria la dà ancora il pubblico. E, in particolare, le due strutture maggiori (quelle che macinano il più alto numero di prestazioni). L’ospedale piccolo “sotto casa”, dunque, si dimostra ancora una volta meno preferibile. OO.RR. e Casa Sollievo restano sempre preferibili.

    PATOLOGIE DEL GINOCCHIO

    Qui la sorpresa è il privato: le case di cura Villa Serena e Nuova San Francesco di Foggia sono al top. I livelli di assistenza (e la quantità di prestazioni erogate) per l’artroscopia sono simili a Casa Sollievo della Sofferenza, ancora una volta struttura d’eccellenza. In entrambi i casi, la necessità di un nuovo intervento nell’arco di 6 mesi, è bassissima. Male tutti gli altri: San Severo, Manfredonia e ospedale di Foggia. Per la “sostituzione di ginocchio” c’è il sorpasso del privato, con le cliniche accreditate che superano San Giovanni per numero di interventi effettuati.

    CUORE

    L’angioplastica coronarica è sicura agli Ospedali Riuniti e a Casa Sollievo. Ma anche il “Masselli Mascia” di San Severo ha valori che in media intercettano la qualità delle strutture ospedaliere italiane. Stesso discorso per il trattamento dell’infarto miocardico acuto, dove i tempi di “reattività” degli ospedali Asl è piuttosto basso: sono troppo pochi i pazienti sui quali si interviene entro 2 giorni. Nello “scompenso cardiaco” torna l’eccellenza privata delle cliniche del gruppo Telesforo, con una mortalità a 30 giorni bassissima rispetto a tutte le strutture pubbliche della provincia. Soltanto il San Camillo di Manfredonia si avvicina alle performance della struttura di viale degli Aviatori.

    FRATTURA COLLO FEMORE

    Qui i dati sono poco rassicuranti se si pensa che nessuna delle strutture (ad esclusione di San Severo) riesce a dare risposte degne per la capacità di evitare che il paziente muoia entro 30 giorni. È uno dei “bollini rossi” sui quali sta lavorando il direttore generale degli Ospedali Riuniti, Antonio Pedota, per portare il reparto agli standard nazionali, visto l’alto numero di prestazioni effettuate ogni anno. Gli stessi problemi, del resto, sono ben visibili a San Giovanni Rotondo, ancora una volta molto simile a Foggia per qualità dell’assistenza.

    TRATTAMENTO DELLE VENE VARICOSE

    Per l’intervento di “legatura o strapping” effettuato in presenza di vene varicose, una patologia frequente soprattutto nel genere femminile, causata dal mal funzionamento di alcune valvole venose, è preferibile rivolgersi al privato accreditato. Assieme a Casa Sollievo, infatti, raggiungono performance notevoli la “Brodetti” di Potito Salatto e le cliniche Telesforo. Nella media nazionale San Severo e Manfredonia. Sotto gli standard Cerignola e Ospedali Riuniti di Foggia. (Fonte: immediato.net)

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