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    Pensioni: ricongiunzioni, ape e lavoratori “usurati” le principali novità della manovra finanziaria 2017.

    Pensioni: ricongiunzioni, ape e lavoratori “usurati” le principali novità della manovra finanziaria 2017.

    La novità della Finanziaria 2017, un forziere da 26,5 miliardi che si apre nel 2017, sta quasi tutta nelle aperture del governo sulle pensioni. Una delle più sostanziali – passata forse fin qui sotto traccia, e da verificare nei passaggi – si chiama ricongiunzione gratuita dei contributi.

    Ricongiunzioni – Chi ha avuto una traiettoria lavorativa, diversi contratti e contributi versati in più gestioni previdenziali, invece di vendersi la casa per racimolare liquidità, potrebbe vedersi conteggiati periodi lavorati anche se, pur avendo i requisiti d’età od anzianità, non ha raggiunto il vincolo del minimo contributivo in nessuna gestione. In realtà non tutte le ricongiunzioni erano onerose, c’erano gestioni che consentivano di non pagare niente. Il governo Renzi mira a rendere il trattamento uniforme e non oneroso per tutti.
    Resta da vedere anche se la ricongiunzione varrà tra Inps e casse privatizzate o inizialmente solo tra gestioni Inps. Nel primo caso potrebbero essere interessati medici dipendenti passati alla convenzione e viceversa.

    Ape – Peraltro, tra le misure annunciate sabato dal premier Matteo Renzi e dal ministro dell’Economia Piercarlo Padoan, è centrale l’anticipo, in acronimo Ape, che consente in ambito Inps di pensionarsi dai 63 anni anziché a 66 anni e 7 mesi come avviene oggi, ma previa accensione di un mutuo con la banca presso la quale si riscuote l’assegno. Il mutuo, secondo quanto anticipato, non tocca i lavoratori con assegno mensile non superiore a euro 1500 lordi, circa 1200 euro netti. Per questi ultimi l’Ape è “social”.

    Ape Social – A chi si pensiona dal 1° maggio 2017, nelle sole gestioni Inps, sarà possibile avere la pensione per intero fino a 3 anni e mezzo prima della maturazione dei requisiti di vecchiaia. Ma c’è uno scoglio: mentre se si va via per raggiunti limiti d’età per ottenere l’assegno basta un minimo di 20 anni di contributi, qui ce ne vorranno 30 per i disoccupati esodati e 36 per i lavoratori attivi.

    Ape ordinario – Per chi aspetta una pensione oltre euro 1500 lordi invece da maggio 2017 c’è l’Ape ordinario che consente di andare in pensione fino a 3 anni e mezzo prima del limite di vecchiaia ma rinunciando a un 5% dell’assegno per ogni anno di anticipo, e contraendo un prestito ventennale con le banche che anticiperanno la somma. Il tutto comporta il pagamento di interessi intorno al 4,5% annuo nonché la stipula di un’assicurazione con premio oneroso che copra il caso di premorienza del pensionato.

    Ape Rita – Per la prima volta in assoluto con una terza versione di Ape, Rita (rendita integrativa trattamento pensione anticipata) si renderà possibile – unicamente a chi va a chiedere un prestito per la pensione anticipata- cumulare la rendita maturata in un secondo pilastro previdenziale con il monte contributi per attenuare l’entità del prestito.

    Ape Esuberi – In caso di esuberi, invece dello “scivolo” nelle tasche dell’esodato le aziende potranno sobbarcarsi interessi e oneri dell’esodo anticipato che l’interessato non ha voluto.

    Infermieri e usuranti – Dalla conferenza stampa emerge che un minimo di 36 anni di contributi diventa anche, in assoluto, il minimo richiesto alle categorie che svolgono lavori usuranti per potersi pensionare in anticipo, e tra queste categorie sono fatti rientrare gli infermieri. Il minimo per i lavoratori esodati-disoccupati è invece di 30 anni.

    Lavoratori precoci – Via libera al pensionamento dei lavoratori precoci, chi ha già contributi accumulati – più di un anno – a 19 anni può valutare di andar via già a 60 anni e 41 anni di contributi.

    Quattordicesima e no tax area – Per le misure pensionistiche e per quelle a tutela dei redditi minimi, come l’allargamento della no tax area a tutti i lavoratori a euro 8125 e il bonus quattordicesime, il governo ha messo sul piatto in tutto 7 miliardi. Sul bonus, per chi ha una pensione fino a una volta e mezza il minimo Inps (750 mensili) scatta una quattordicesima che arriva fino a circa 650 euro a seconda del numero degli anni di contributi versati. (Fonte: Mauro Miserendino – doctor33)

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