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    • 03 APR 17
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    Operatori sanitari sempre più vecchi, d’età e per anni di servizio. Colpa del blocco del turn over.

    Operatori sanitari sempre più vecchi, d’età e per anni di servizio. Colpa del blocco del turn over.

    Gli effetti dei blocchi di turn over e della mancanza di nuove assunzioni non si vedono solo con l’età media dei professionisti del Ssn che invecchia sempre di più, ma anche con l’anzianità di servizio: nel 2001 la media per il Ssn era di 15,4 anni, nel 2015 è diventata di 19,5 anni. L’età anagrafica media dei dipendenti è per tutti i comparti di 50,02 anni, ma ben 16 comparti sono al di sopra (il Ssn è a 50,09 con le donne a 49,1 e gli uomini a 52) e solo sei sono più giovani.
    L’analisi dell’anzianità di servizio del personale di tutta la Pubblica amministrazione, Servizio sanitario compreso, l’ha fatta questa volta l’Aran che l’ha pubblicata il 27 marzo scorso sul suo sito nella sezione dedicata ai dati statistici elaborati dall’Agenzia.
    Con i suoi 19,5 anni, il Servizio sanitario nazionale è al decimo posto per media di anzianità di servizio nella Pa, dopo – nell’ordine dal più vecchio al più giovane – la carriera prefettizia, la presidenza del consiglio dei ministri, i ministeri, la carriera penitenziaria, gli Enti pubblici non economici, i corpi di Polizia, le Agenzia fiscali, la magistratura e le Regioni e autonomie locali. Il comparto più giovane in assoluto dal punto di vista dell’anzianità di servizio è quello delle Autorità indipendenti con 15,9 anni, seguito con 17 anni al secondo posto dalle amministrazioni pubbliche (cosiddetta lista S13 Istat).
    Il Ssn è nelle varie fasce di età quasi sempre in linea con la media della Pa. Solo nella fascia tra i 31 e i 40 anni di anzianità di servizio è più “giovane”: è in questa fascia “solo” il 14,5% dei dipendenti contro il 16,6% della Pa in media. In questa fascia di età il primato di personale spetta alla presidenza del Consiglio dei ministri che ha il 34,9% di dipendenti che ne fanno parte, mentre per le Autorità indipendenti ci si ferma al 5,4 per cento.
    A raggiungere il traguardo degli oltre 41 anni di servizio non sono molti  dipendenti pubblici, in media lo 0,29%. Il Ssn ne ha lo 0,40% (in questo caso percentualmente più della media dei comparti) ed è al sesto posto dopo la magistratura che ha il “primato” del 3,23% di dipendenti oltre 41 anni di servizio, seguita dalla presidenza del Consiglio dei ministri, l’Università,   gli Enti pubblici non economici e le Regioni e autonomie locali.
    La carriera diplomatica non ha alcun dipendente in questa fascia e la scuola solo lo 0,01 per cento.
    In realtà nel Ssn c’è solo poco meno del 6% dei dipendenti in totale che ha raggiunto fasce di età pensionabili (oltre 62 anni per le donne e 66,7 per gli uomini), anche se la media della Pa è più bassa a 3,6% e i tetti sono l’11,18% della Presidenza del Consiglio e, all’opposto, lo 0,06% della Scuola.
    Al di là dei confronti con il resto della Pa, nel Servizio sanitario nazionale c’è un certo equilibrio tra anzianità media degli uomini e delle donne: i primi sono a 19,2 anni, le seconde a 19,2.
    Diverso è il discorso se le medie di fanno sulle categorie professionali. I più “giovani” dal punto di vista del servizio sono i dirigenti con 16,8 anni (ma ne hanno in media 54,41 di età anagrafica e in questo caso sono i più vecchi), seguiti dai medici (con una età anagrafica media di 53,06 anni), con un’età media di servizio nel 2015 di 17,5 anni. Il personale non dirigente (età media anagrafica nel 2015 di 49,3 anni) raggiunge invece i 20,3 anni ed è secondo nella Pa – che ha una media di poco più di 19 anni – superato solo dai 21,3 anni di diplomatici, magistrati e prefetti.
    Dall’analisi dell’Aran si notano poi altri dati che riguardano il Servizio sanitario nazionale.
    Ad esempio i dirigenti/medici a cui spetta l’indennità di esclusiva al di sotto dei cinque anni se non hanno scelto l’extramoenia ( 2.325,41 euro l’anno; quelli a cui non spetta l’indennità sono solo il 3,7% di questa categoria: dirigenti tecnici, professionali e amministrativi), sono circa 15.700. Tra 6 e 15 anni – altro scatto dell’esclusiva: 9.385,84 euro/anno  – sono poco meno di 60mila e tutti gli altri si collocano nelle fasce di anzianità maggiori dove l’indennità è più alta (12.791,61 euro/anno) e cresce ancora (17.053,27 euro/anno) se si è dirigenti di struttura complessa.
    Nelle fasce di anzianità di servizio minore, ci sono soprattutto dirigenti/medici (fino a cinque anni sono il 12,11% del totale contro il 9,02% dei non dirigenti), ma andando verso fasce di anzianità di servizio maggiore, dopo un quasi equilibrio fino ai 30 anni di servizio, c’è il distacco dei non dirigenti: da 31 a 40 anni i dirigenti/medici sono il 9,19% e i non dirigenti il 15,82%, oltre i 41 anni dirigenti/medici si fermano allo 0,15%, i non dirigenti 0,46%, anche più alti della media generale (0,40%) del Servizio sanitario nazionale. (Fonte: quotidianosanita.it)


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