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    • 03 NOV 17
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    Nessun aumento età pensionabile per gli addetti ai lavori faticosi.

    Nessun aumento età pensionabile per gli addetti ai lavori faticosi.

    Assieme al blocco, sino al 2026, dei requisiti per la pensione anticipata degli addetti ai lavori usuranti è in arrivo un nuovo stop all’aumento dell’età pensionabile, questa volta per gli addetti ai lavori faticosi e rischiosi.

    In questi giorni, difatti, si sta valutando l’opportunità di evitare, per la categoria, l’aumento a 67 anni dell’età per la pensione di vecchiaia e, nel frattempo, si pensa a una proroga al 2019 dell’Ape sociale, cioè dell’anticipo pensionistico a carico dello Stato: si tratta di due nuove proposte che dovrebbero essere recepite nella legge di Bilancio 2018.

    La categoria degli addetti ai lavori gravosi e rischiosi sarebbe dunque tutelata due volte:

    da un lato, lasciando ferma l’età per la pensione di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi (requisito valido per tutti, uomini e donne, dal 2018);

    dall’altro lato, prorogando l’Ape sociale, quindi la possibilità di uscire dal lavoro a 63 anni di età, e ampliando i destinatari del beneficio sino ai nati nel 1956.

    Con la possibilità, per le donne con figli, di ottenere uno sconto sino a 2 anni di contributi, grazie all’Ape rosa, cioè alla possibilità di diminuire di 6 mesi il requisito contributivo richiesto per l’Ape sociale per ogni figlio. Un notevole ampliamento della tutela, dunque, che servirà a diminuire gli effetti del futuro aumento dell’età pensionabile per le categorie di lavoratori maggiormente svantaggiati. Restano, però, le criticità relative alla qualifica di addetto ai lavori gravosi e faticosi: i parametri di legge, difatti, non sono molto chiari. Inoltre, il requisito che richiede lo svolgimento di tali attività per almeno 6 anni nell’ultimo settennio non è semplice da soddisfare.

    Chi sono gli addetti ai lavori faticosi

    Gli addetti ai lavori gravosi, o faticosi e pesanti, sono coloro che hanno prestato per almeno 6 anni negli ultimi 7 anni un’attività lavorativa particolarmente difficoltosa o rischiosa, facente parte dell’elenco di professioni di seguito indicato:

    operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici;

    conduttori di gru, di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni;

    conciatori di pelli e di pellicce;

    conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;

    conduttori di mezzi pesanti e camion;

    professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni;

    addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza;

    professori di scuola pre-primaria;

    facchini, addetti allo spostamento merci ed assimilati;

    personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;

    operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti.

    Benefici pensionistici per gli addetti ai lavori faticosi

    Se la proposta di cui si parla in questi giorni andrà in porto, gli addetti ai lavori faticosi potranno continuare a ottenere la pensione di vecchiaia a 66 anni e 7 mesi di età anche nel 2019, anziché a 67 anni.

    Allo stato attuale, poi, gli addetti ai lavori gravosi possono ottenere il beneficio dell’Ape sociale.

    Come funziona l’Ape sociale

    L’Ape sociale è un trattamento a carico dello Stato che spetta a chi possiede almeno 63 anni di età e 30 o 36 anni di contributi, a seconda della categoria di appartenenza: per gli addetti ai lavori gravosi il requisito è pari a 36 anni.

    L’Ape sociale, nel dettaglio, è un assegno che spetta fino al conseguimento dei requisiti necessari alla pensione di vecchiaia ed è destinato solo ad alcune categorie di lavoratori tutelati: disoccupati, invalidi, caregivers e, appunto, addetti a lavori faticosi e rischiosi.

    Le donne, secondo le previsioni della legge di Bilancio 2018, potranno ottenere uno sconto nel requisito contributivo, pari a 6 mesi per ogni figlio, sino a un massimo di 2 anni: in questo modo, chi ha da 4 figli in su potrà ottenere l’Ape sociale con 28 o 34 anni di contributi.

    L’Ape sociale, come l’Ape volontario, è un anticipo pensionistico, cioè una prestazione che funziona come un anticipo della pensione e accompagna il lavoratore sino alla data di perfezionamento del requisito d’età per la pensione di vecchiaia. A differenza dell’Ape volontario, o di mercato, però, non è riconosciuta attraverso un prestito bancario: è invece liquidata direttamente dallo Stato e non comporta trattenute sulla futura pensione.

    L’assegno viene determinato secondo il normale criterio di calcolo della pensione, ma il suo importo non può comunque superare i 1.500 euro lordi mensili ed è corrisposto, ogni anno, per 12 mesi, anziché 13.

    Limiti di accesso per l’Ape sociale

    L’Ape sociale è incompatibile con la percezione di prestazioni a sostegno del reddito conseguenti allo stato di disoccupazione. In particolare è incompatibile:

    con la Naspi (l’indennità di disoccupazione che spetta ai dipendenti);

    con l’Asdi (l’assegno di disoccupazione, erogato ad alcuni soggetti, una volta terminata la Naspi);

    con l’indennizzo per i commercianti (corrisposto, in determinati casi, per accompagnare alla pensione il commerciante che cede l’attività).

    È invece compatibile:

    con attività lavorativa dipendente o parasubordinata, se il reddito che ne deriva non supera 8.000 euro all’anno;

    con attività di lavoro autonomo, se il reddito che ne deriva non supera 4.800 euro annui.

    Inoltre, si decade dal diritto all’indennità se si raggiungono i requisiti della pensione anticipata.

    Domande di Ape sociale

    Per chi matura i requisiti dell’Ape sociale nel 2018, sarà possibile presentare la domanda di certificazione dei requisiti all’Inps sino al 31 marzo 2018. Ancora nulla di certo, invece, riguardo alla data di presentazione delle domande per chi matura i requisiti entro il 2019.

    Per questi ultimi, in ogni caso, vi saranno delle criticità, nel caso in cui aumenti l’età pensionabile: poiché la durata massima dell’Ape sociale, difatti, è di 3 anni e 7 mesi, se l’età per la pensione di vecchiaia sarà elevata a 67 anni, l’Ape sociale si potrà ottenere solo a 63 anni e 5mesi di età. Questo non accadrebbe per i soli addetti ai lavori faticosi e rischiosi, in quanto per loro l’età pensionabile non dovrebbe aumentare, dunque resterebbe fermo l’accesso all’Ape a 63 anni di età. (Fonte: laleggepertutti.it)

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