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    • 26 GEN 19
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    La retribuzione dei comparti a confronto. Quali le meno pagate? Le Professioni Sanitarie.

    La retribuzione dei comparti a confronto. Quali le meno pagate? Le Professioni Sanitarie.

    Le professioni sanitarie oggi sono quelle che risentono di uno stipendio inferiore se paragonato a quello relativo ai quattro comparti della Pubblica amministrazione, uno stipendio sicuramente non adeguato alla quantità e qualità di lavoro svolta. Analizzando le retribuzioni tabellari estrapolate dai contratti collettivi nazionali di lavoro dei quattro comparti – Scuola, Sanità, Funzioni Centrali e Funzioni Locali (cui seguono tabelle in allegato) – si capisce bene quali siano le retribuzioni inferiori nel panorama nazionale, quelle relative alle professioni sanitarie:

    per la Scuola il “Docente laureato istituti sec. II grado” con più di 35 anni di anzianità che viene retribuito con 34.052,17 euro/anno

    per la Sanità la posizione economica D6 (corrispondente a personale in fine carriera delle Professioni Sanitarie, in quanto la posizione DS è una rarità negli organigrammi aziendali) che viene retribuita con 27.789,10 euro/anno

    per le Funzioni Centrali posizione economica III F7 che viene retribuita con 32.016,62;

    per le Funzioni Locali categoria D6 che viene retribuita con 29.426,32.

    La posizione economica D del comparto Sanità è quella meno retribuita.

    Il Titolo III della Costituzione Italiana tratta i rapporti economici, ed all’art. 36, tra l’altro, promulga il testo: “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”. Partendo dal citato principio si potrebbe quindi ipotizzare o che le Professioni Sanitarie rispetto ai profili professionali corrispondenti degli altri comparti, lavorano con meno qualità o assicurando meno prestazioni, oppure, altra ipotesi potrebbe essere che, le Parti interessate alla valorizzazione e tutela dei diritti delle Professioni Sanitarie non sarebbero state tanto “interessate” ad assicurare le finalità dei principi Costituzionali.  (Fonte: infermieristicamente.it)

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