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    La normativa sulle guardie e la pronta disponibilità.

    La normativa sulle guardie e la pronta disponibilità.

    Dirigenza medica.

    Servizio di guardia
    (articolo 16 CCNL 3 novembre 2005)

    1. Nelle ore notturne e nei giorni festivi, la continuità assistenziale e le urgenze/emergenze dei servizi ospedalieri e, laddove previsto, di quelli territoriali, sono assicurate, secondo le procedure di cui all’art. 6, comma 1 lett. B) CCNL 3 novembre 2005, mediante:
    a) il dipartimento di emergenza, se istituito, eventualmente integrato, ove necessario da altri servizi di guardia o di pronta disponibilità;
    b) la guardia medica di unità operativa o tra unità operative appartenenti ad aree funzionali omogenee e dei servizi speciali di diagnosi e cura;
    c) la guardia medica nei servizi territoriali ove previsto.

    2. Il servizio di guardia medica è svolto all’interno del normale orario di lavoro. Sino all’entrata in vigore del contratto nazionale relativo al II biennio economico 2004 – 2005, le guardie espletate fuori dell’orario di lavoro possono essere assicurate con il ricorso al lavoro straordinario alla cui corresponsione si provvede con il fondo previsto dall’art. 55 del CCNL 3 novembre 2005 ovvero con recupero orario. E’ fatto salvo quanto previsto dall’art.18 del CCNL3.11.2005.

    3. Il servizio di guardia è assicurato da tutti i dirigenti esclusi quelli di struttura complessa.

    4. In attesa delle linee di indirizzo di cui all’art. 9, comma 1, lettera g) delCCNL del 3 novembre 2005, le parti, a titolo esemplificativo, rinviano all’allegato n. 2 per quanto attiene le tipologie assistenziali minime nelle quali dovrebbe essere prevista la guardia medica di unità operativa.

    5. In coerenza con quanto previsto dall’art. 9, comma 1, lettere f e g) delCCNL del 3 novembre 2005 e con la finalità di valorizzare le aree di disagio, le parti si impegnano, altresì, a riesaminare le modalità di retribuzione delle guardie notturne, in orario o fuori dell’orario di lavoro, con il contratto del secondo biennio economico 2004 – 2005, previo monitoraggio del numero delle guardie effettivamente svolte presso le aziende ed enti da effettuarsi a cura dell’ARAN, entro un mese dalla sigla dell’ipotesi di CCNL, mediante una rilevazione riguardante il 2004 ai fini di una stima obiettiva e puntuale dei relativi costi.

    Disposizioni particolari in materia di riposo giornaliero
    (articolo 7 CCNL 17 ottobre 2008)

    1. Nel rispetto dei principi generali di sicurezza e salute dei dirigenti e al fine di preservare la continuità assistenziale, le aziende definiscono, in sede di contrattazione integrativa, ai sensi dell’art. 4, comma 4 del CCNL del 3 novembre 2005, modalità di riposo nelle ventiquattro ore, atte a garantire idonee condizioni di lavoro ed il pieno recupero delle energie psicofisiche dei dirigenti, nonché prevenire il rischio clinico.

    2. In tale ambito, al fine di conformare l’impegno di servizio al ruolo e alla funzione dirigenziale, la contrattazione dovrà prevedere, in particolare, dopo l’effettuazione del servizio di guardia notturna o della turnazione notturna, la fruizione immediata, in ambito diurno, di un adeguato periodo di riposo obbligatorio e continuativo, in misura tale da garantire l’effettiva interruzione tra la fine della prestazione lavorativa e l’inizio di quella successiva.

    3. Le misure previste dai commi precedenti garantiscono ai dirigenti una protezione appropriata evitando che, a causa della stanchezza, della fatica o di altri fattori, sia ridotta l’efficienza della prestazione professionale, aumentando il rischio di causare lesioni agli utenti o a loro stessi, ad altri lavoratori o di danneggiare la loro salute, a breve o a lungo termine.

    4. La contrattazione si svolge nel rispetto della normativa vigente, tenuto conto delle linee di indirizzo emanate dalle Regioni ai sensi dell’art. 5, lett. k del CCNL 17.10.2008.

    5. Resta fermo quanto previsto per la programmazione e per la articolazione degli orari e dei turni di guardia dall’art. 14, commi 7 e 8, del CCNL 3.11.2005, tenendo conto di quanto stabilito in materia di riposi giornalieri dal presente articolo.

    6. E’ fatta salva l’attuale organizzazione del lavoro, purché non sia in contrasto con quanto stabilito nei precedenti commi, da verificarsi a livello aziendale dalle parti entro 90 giorni dalla stipula del CCNL del 17 ottobre 2008.

    Pronta disponibilità
    (articolo 17 CCNL 3 novembre 2005)

    1. Il servizio di pronta disponibilità è caratterizzato dalla immediata reperibilità del dirigente e dall’obbligo per lo stesso di raggiungere il presidio nel tempo stabilito con le procedure cui all’art. 6, comma 1, lett. B) del CCNL del 3 novembre 2005, nell’ambito del piano annuale adottato dall’azienda o ente per affrontare le situazioni di emergenza in relazione alla dotazione organica ed agli aspetti organizzativi delle strutture.

    2. Sulla base del piano di cui al comma 1, sono tenuti al servizio di pronta disponibilità i dirigenti – esclusi quelli di struttura complessa – in servizio presso unità operative con attività continua nel numero strettamente necessario a soddisfare le esigenze funzionali. Con le procedure del comma 1, in sede aziendale, possono essere individuate altre unità operative per le quali, sulla base dei piani per le emergenze, sia opportuno prevedere il servizio di pronta disponibilità.

    3. Il servizio di pronta disponibilità è limitato ai soli periodi notturni e festivi, può essere sostitutivo ed integrativo dei servizi di guardia dell’art. 16 delCCNL 3.11.2005 ed è organizzato utilizzando dirigenti appartenenti alla medesima disciplina. Nei servizi di anestesia, rianimazione e terapia intensiva può prevedersi esclusivamente la pronta disponibilità integrativa. Il servizio di pronta disponibilità integrativo dei servizi di guardia è di norma di competenza di tutti i dirigenti, compresi quelli di struttura complessa. Il servizio sostitutivo coinvolge a turno individuale, solo i dirigenti dell’art. 14 del CCNL del 3 novembre 2005.

    4. Il servizio di pronta disponibilità ha durata di dodici ore. Due turni di pronta disponibilità sono prevedibili solo per le giornate festive. Di regola non potranno essere previste per ciascun dirigente più di dieci turni di pronta disponibilità nel mese.

    5. La pronta disponibilità dà diritto ad una indennità per ogni dodici ore. Qualora il turno sia articolato in orari di minore durata – che comunque non possono essere inferiori a quattro ore – l’indennità è corrisposta proporzionalmente alla durata stessa, maggiorata del 10%. In caso di chiamata, l’attività prestata viene computata come lavoro straordinario o compensata come recupero orario.

    6. Nel caso in cui la pronta disponibilità cada in un giorno festivo spetta un giorno di riposo compensativo senza riduzione del debito orario settimanale.

    7. Ai compensi di cui al presente articolo si provvede con il fondo dell’art. 55 del CCNL 3 novembre 2005.

    8. Le parti concordano che nell’ambito dei criteri generali di cui all’art. 9, comma 1, lettera g) del CCNL del 3 novembre 2005 sono individuate le modalità per il graduale superamento della pronta disponibilità sostitutiva, allo scopo di garantire mediante turni di guardia una più ampia tutela assistenziale nei reparti di degenza.

    Lavoro notturno
    (articolo 7 CCNL integrativo 10 febbraio 2004)

    1. Svolgono lavoro notturno i dirigenti tenuti ad operare su turni a copertura delle 24 ore.

    2. Per quanto attiene alle limitazioni al lavoro notturno, alla tutela della salute, all’introduzione di nuove forme di lavoro notturno, ai doveri del datore di lavoro, anche con riferimento alle relazioni sindacali si applicano le disposizioni del D. Lgs. 532/1999 e successive modificazioni ed integrazioni. Quanto alla durata della prestazione, rimane salvaguardata l’attuale organizzazione del lavoro dei servizi assistenziali operanti nei turni a copertura delle 24 ore.

    3. Salvo che non ricorra l’applicazione dell’art. 29 del CCNL 5 dicembre 1996, che regola il passaggio ad altra funzione per inidoneità fisica del dirigente, nel caso in cui le sopraggiunte condizioni di salute comunque comportino l’inidoneità alla prestazione di lavoro notturno, accertata dal medico competente, ai sensi dell’art. 6, comma 1 del D. Lgs. 532/1999 , è garantita al dirigente l’assegnazione ad altra attività o ad altri turni di servizio da espletarsi nell’ambito della disciplina di appartenenza.

    4. Al dirigente che presta lavoro notturno sono corrisposte le indennità di cui all’art. 8 del CCNL integrativo 10 febbraio 2004.

    5. L’ articolo si applica dall’entrata in vigore del CCNL integrativo 10.02.2004.

    FERIE E FESTIVITA’. RIPOSI

    Ferie e festività
    (Articolo 21 CCNL 5 dicembre 1996 modificato dall’art. 24 CCNL 3 novembre 2005)

    1. Il dirigente ha diritto, in ogni anno di servizio, ad un periodo di ferie retribuito pari a 32 giorni lavorati­vi, comprensivi delle due giornate previste dall’articolo 1, comma 1, lettera “a”, della L. 23 dicembre 1977, n. 937. In tale periodo, al dirigente spetta la retri­buzione di cui alla tabella allegato n. 4.
    Nella normale retribuzione spettante al dirigente durante il periodo di ferie sono comprese le voci indicate nella tabella n. 3 allegata al CCNL 3 novembre 2005, che, dalla medesima data sostituisce la tabella n. 4 del CCNL 5 dicembre 1996

    2. Il periodo di ferie per coloro che accedono alla qua­lifica di dirigente dopo la stipulazione del CCNL 5.12.1996 – fatti salvi coloro che risultino essere già dipendenti del comparto – è di 30 giorni lavorativi comprensivi delle due giornate previste dal comma 1. Dopo tre anni di servizio agli stessi dirigenti spettano i giorni di ferie previsti nel comma 1.

    3. Nel caso che presso la struttura cui il dirigente è preposto l’orario settimanale di lavoro sia articolato su cinque giorni, il sabato è considerato non lavorativo ed i giorni di ferie spettanti ai sensi dei commi 1 e 2 sono ridotti, rispettivamente, a 28 e 26, comprensivi delle due giornate previste dall’articolo 1, comma 1, lettera “a”, della L. 23 dicembre 1977, n. 937.

    4. Al dirigente sono altresì attribuite 4 giornate di riposo da fruire nell’anno solare ai sensi ed alle condi­zioni previste dalla menzionata legge n. 937/1977.

    5. La ricorrenza del Santo Patrono della località in cui il dirigente presta servizio è considerata giorno festivo purché ricadente in giorno lavorativo.

    6. Nell’anno di assunzione o di cessazione dal servizio la durata delle ferie è determinata in proporzione dei dodicesimi di servizio prestato. La frazione di mese su­periore a quindici giorni è considerata a tutti gli ef­fetti come mese intero.

    7. Il dirigente che è stato assente ai sensi dell’art. 23 del CCNL 6 dicembre 1996[1] conserva il diritto alle ferie.

    8. Le ferie sono un diritto irrinunciabile e non sono monetizzabili, salvo quanto previsto nel comma 13. Esse sono fruite, anche frazionatamente, nel corso di ciascun anno solare in periodi programmati dallo stesso dirigente nel rispetto dell’assetto or­ganizzativo dell’azienda o ente; in relazione alle esigenze connesse all’in­ca­rico affidato alla sua responsabilità, al dirigente è consentito, di norma, il godimento di almeno 15 giorni. continuativi di ferie nel periodo dal 1 giugno al 30 settembre.

    9. In caso di rientro anticipato dalle ferie per neces­sità di servizio, il dirigente ha diritto al rimborso delle spese documentate per il viaggio di rientro in sede e per quello di eventuale ritorno al luogo di svolgimento delle ferie, nonché all’indennità di missione per la du­rata del medesimo viaggio; il dirigente ha inoltre dirit­to al rimborso delle spese anticipate e documentate per il periodo di ferie non goduto.

    10. Le ferie sono sospese da malattie che si siano pro­tratte per più di 3 giorni o abbiano dato luogo a rico­vero ospedaliero. L’azienda o ente, cui è inviata la re­lativa certificazione medica, deve essere tempestivamente informata.

    11. In caso di indifferibili esigenze di servizio o per­sonali che non abbiano reso possibile il godimento delle ferie nel corso dell’anno, le ferie dovranno essere frui­te entro il primo semestre dell’anno successivo.

    12. Il periodo di ferie non è riducibile per assenze per malattia o infortunio, anche se tali assenze si siano protratte per l’intero anno solare. In tal caso, il godi­mento delle ferie avverrà anche oltre il termine di cui al comma 11.

    13. Fermo restando il disposto del comma 8, all’atto della cessazione dal rapporto di lavoro, qualora le ferie spettanti a tale data non siano state fruite per esigenze di servizio o per cause indipendenti dalla volontà del dirigente, l’a­zien­da o ente di appartenenza procede al pagamento sostitutivo delle stesse. Analogamente si pro­cede nel caso che l’azienda o ente receda dal rapporto ai sensi dell’art 36 del CCNL del 5 dicembre 1996. (Fonte: www.fpcgil.it)

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