logo

    • 28 GEN 17
    • 0
    La Conferenza Stato Regioni novella “la formazione continua nel settore sanità”.

    La Conferenza Stato Regioni novella “la formazione continua nel settore sanità”.

    Il 25 gennaio 2017 presso il Dipartimento per gli affari regionali e le autonomie è convocata la riunione tecnica per definire la versione finale dello schema di accordo tra il Governo, le Regioni e le Provincie autonome di Trento e Bolzano del documento “La formazione continua nel settore salute”. In questi giorni la macchina della formazione obbligatoria in sanità è sotto l’occhio organizzativo e riformista dello Stato-Regioni. La  bozza di Accordo delinea i primi cambiamenti che sdoganano dalla eccessiva burocrazia l’offerta formativa, dando maggiore uniformità su tutto il territorio nazionale. La struttura dell’accordo delinea due livelli di governance. Da una parte la Commissione nazionale Ecm, con a capo il Ministro della Salute, che definisce gli standard minimi di qualità del sistema. Mentre a livello periferico le Regioni e le provincie autonome si occupano di organizzare la formazione continua contestualizzandola alle esigenze del territorio e dei professionista, attraverso il manuale regionale di accreditamento per l’erogazione di eventi ECM. I Manuali,  la vera novità  introdotta,  intendono  snellire le procedure e gli obblighi dei provider e anche dei professionisti sanitari. In fase di allestimento i criteri per l’attribuzione dei crediti. Cercando di dettagliare un pochino l’accordo, consta di  sei parti e 97 articoli che definiscono completamente il sistema di erogazione ECM e puntano sulla qualità e sul efficientamento del sistema che garantisce la salute, in quanto principio fondamentale della nostra Carta costituzionale. Il processo di accreditamento dei soggetti erogatori di formazione distingue i requisiti nazionali e regionali minimi, la durata  e il rinnovo del accreditamento standard. Un intero titolo con 22 articoli disciplina gli eventi formativi. Mentre il titolo III tratta le materie di verifica e violazione. Le violazioni prevedono sanzioni in relazione al livello di gravità. Se molto gravi comportano persino la revoca dell’accreditamento. In questo caso il provider non potrà presentare una nuova istanza di accreditamento provvisorio prima di due anni. La decorrenza dell’obbligo formativo si incardina nel 1 gennaio successivo alla data di conseguimento del titolo abilitante necessario per l’esercizio dell’attività lavorativa (art. 26); i crediti da maturare vanno proporzionati al triennio formativo. I crediti individuali maturati dai professionisti sono registrati in una unica anagrafe nazionale gestita dal Co.Ge.A.P.S., con cui si interfaccia l’ente accreditante per verificare l’allineamento automatico delle informazioni rispetto alle partecipazioni e alle docenze. Una novità anche per l’attestazione ECM che può essere richiesto, dal professionista, in qualsiasi momento al provider.  Così come la certificazione del numero di crediti formativi maturati e registrati. Fra i soggetti competenti al rilascio della certificazione gli Ordini e Collegi. (Fonte: Giuseppa Maria Pace – ilnuovoconfronto.it)

    Leave a reply →

Fai un commento

Cancella messaggio

Photostream