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    Isernia: due Infermiere denunciate per esercizio abusivo della professione.

    Isernia: due Infermiere denunciate per esercizio abusivo della professione.

    Denunciate dai Carabinieri dei NAS, al termine di una lunga indagine condotta per garantire la tutela della sicurezza sui luoghi di lavoro e contrastare lo sfruttamento del lavoro nero

    I militari hanno denunciato all’Autorità Giudiziaria due infermiere, una originaria dell’alto casertano e l’altra isernina, per esercizio abusivo della professione sanitaria. Le due infermiere, dipendenti di strutture sanitarie pubbliche dell’ASL di Isernia, secondo gli accertamenti, non risultano iscritte ad alcun collegio professionale IPASVI, così come prescritto dalle normative vigenti (legge 43/2006).

    Pur essendo in possesso di un titolo abilitante alla professione, la mancata iscrizione all’albo configurerebbe il reato di esercizio abusivo della professione.

    Nell’articolo 2, comma 3 della legge 43 del 2006 è indicata l’obbligatorietà dell’iscrizione all’albo professionale per i dipendenti pubblici:

    “L’iscrizione all’albo professionale è obbligatoria anche per i pubblici dipendenti ed è subordinata al conseguimento del titolo universitario abilitante di cui al comma 1, salvaguardando comunque il valore abilitante dei titoli già riconosciuti come tali alla data di entrata in vigore della presente legge”.

    Esistono però alcuni precedenti: la seconda sezione penale del Tribunale di Venezia ha assolto dall’accusa di abusivismo un infermiere che, senza essere iscritto all’albo professionale, esercitava la professione d’infermiere professionale presso il Pronto soccorso dell’Ospedale di Mirano (Aulss 13).

    “Manca il decreto che istituisce gli albi per le professioni sanitarie con l’obbligo di iscrizione anche per i dipendenti pubblici”, questa la ratio seguita dai giudici. (Fonte: Simone Gussoni – nursetimes.org)

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