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    • 04 MAG 17
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    Inps: guarigione anticipata, occorre la rettifica del certificato.

    Inps: guarigione anticipata, occorre la rettifica del certificato.

    E’ evidente, tuttavia, che sul piano medico legale, tale data rappresenta un elemento “previsionale” sul decorso clinico e sull’esito dello stato patologico riportato in diagnosi, formulato da parte del medico certificatore sulla base di un giudizio tecnico. Il lavoratore che decide di ritornare a lavoro prima del termine della malattia dovrà comunicare la variazione della prognosi al proprio datore di lavoro e all’Inps; non si tratta di una facoltà ma di un obbligo che, in caso di mancato adempimento, comporta il pagamento di una sanzione. È quanto si legge, tra l’altro, nella circolare n. 79 emessa ieri dall’Inps. Nel caso di guarigione anticipata il lavoratore non può tornare al lavoro senza la rettifica del certificato medico trasmesso in modalità telematica all’Inps. Il certificato medico, pertanto, per i lavoratori cui è garantita la tutela della malattia, assume di fatto il valore di domanda di prestazione. L’Istituto, infatti, con la presentazione del certificato di malattia, avvia l’istruttoria per il riconoscimento della prestazione previdenziale, senza necessità di presentare alcuna specifica domanda. L’INPS, avendo rilevato violazioni ed inadempienze, ha ritenuto necessario fornire indicazioni circa gli obblighi di lavoratori e datori di lavoro in caso di rettifica del certificato di malattia per guarigione anticipata. Per i suddetti motivi l’INPS conclude che, a seguito di assenza a visita di controllo domiciliare e/o ambulatoriale, per la mancata o tardiva comunicazione della ripresa anticipata dell’attività lavorativa, verranno applicate, nei confronti del lavoratore, le sanzioni già previste per i casi di assenza ingiustificata a visita di controllo, nella misura normale. Con la circolare 79/2017 si chiarisce che l’assenza a Vmcd sarà sanzionata allo stesso modo anche quando sia dovuta ad un rientro anticipato al lavoro in assenza di tempestiva rettifica del certificato contenente la prognosi. Anche in questo specifico caso – spiega ancora – il lavoratore risulta assente a Vmcd in un giorno in cui e’ ancora da considerare inabile al lavoro, in base alla certificazione medica inviata all’Inps e sulla base della quale e’ stata disposta la visita domiciliare. Attualmente, i certificati viaggiano online: i medici, infatti, sono tenuti a inviarli telematicamente all’Inps e al datore di lavoro, e solo in ipotesi residuali (per esempio, mancanza di internet) possono ancora rilasciarlo su carta. (Fonte: primapaginareggio24.com)

    Circolare INPS 79/2017

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