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    • 29 NOV 15
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    Indennità di rischio radiologico per il personale del comparto sanità.

    Indennità di rischio radiologico per il personale del comparto sanità.

    La problematica dell’indennità di rischio radiologico per il personale del comparto sanità ha, da sempre, costituito argomento di vivace interpretazione giurisprudenziale, sia in ordine alla corresponsione dell’indennità di rischio radiologico a favore del personale diverso dai tecnici di radiologia medica, in assenza degli esiti della Commissione Aziendale prevista a tal fine,  sia per il godimento dei 15 giorni di ferie aggiuntive per il recupero biologico, cd. congedo biologico, con riferimento se queste debbano essere considerate come ferie ordinarie e cioè al netto delle giornate festive o meno. La situazione non si è certo agevolata dalla diversa prassi esistente nelle realtà regionali e Aziendali italiane, stante linee guida non univoche indirizzate, a livello nazionale, alle Aziende Sanitarie e/o Ospedaliere da parte delle Regioni di riferimento e l’esistenza, talvolta, di specifici accordi Sindacali territoriali.L’istituto del rischio radiologico, dunque, ha prodotto nel tempo, e continua a produrre, un continuo contenzioso, nella precisazione che al personale a cui spetta detta indennità concorsualmente giova del previsto periodo di congedo aggiuntivo. La normativa contrattuale vigente in materia di rischio radiologico per il personale del comparto sanità è regolamentata dall’art. 5 del CCNL 2° biennio economico 2000-2001 del 20.09.2001, che ha disapplicato l’art. 54 del DPR 384/1990 e l’art. 4 del CCNL 2° biennio economico 1996-97 del 27.6.1996. Detta normativa prevede modalità diverse per l’indennità di rischio da radiazione al personale dipendente, a seconda che il personale esposto in modo permanente al rischio radiologico siano tecnici sanitari di radiologia medica o personale con profilo professionale diverso. Per i tecnici di radiologia medica l’indennità da rischio radiologico, denominata indennità professionale specifica, viene corrisposta, ope legis ovvero per contratto in ragione di 12 mensilità nella misura di €. 103,29 mensili lorde ed il valore complessivo degli importi della indennità professionale specifica corrisposta ai tecnici di radiologia viene imputato al fondo contrattuale per il finanziamento dell’indennità professionale specifica. Dunque per detta categoria non può sorgere dubbio alcuno alla tenutezza dell’emolumento che, ove non corrisposto potrà essere recuperato, anche, per tramite di un azione monitoria ovvero ricorso per decreto ingiuntivo essendo la misura dell’anzidetta indennità solo un prodotto matematico prestabilito dal Contrato Collettivo. Come ogni prestazione retributiva, anch’essa, è soggetta a regime prescrizionale ed in specie quinquennale con decorrenza da ciascun rateo di maturazione. Difatti per detta categoria professionale è necessaria e sufficiente la qualifica rivestita, cui l’ordinamento ricollega una presunzione assoluta circa l’esposizione al rischio. Per il personale con profilo professionale diverso dai tecnici sanitari di radiologia medica esposto in modo permanente al rischio radiologico, per tutta la durata dell’esposizione, l’indennità che continua ad essere denominata di rischio radiologico, viene corrisposta solo a seguito dell’accertamento delle condizioni ambientali, che caratterizzano le “zone controllate”, da parte degli organismi e commissioni, ritualmente costituite ed operanti a livello aziendale. Sarà, dunque, indispensabile un accertamento sulle situazioni concrete (modalità, tempi, orari ed intensità dell’esposizione), ad opera della speciale commissione di cui all’art. 58 comma 4, d.P.R. n. 270/1987, al cui giudizio l’Amministrazione è tenuta a sottoporre le richieste degli interessati. A detto personale laddove operi in modo permanente nelle “zone controllate” accertate dalla Commissione Aziendale, competerà l’indennità da rischio radiologico per tutta la durata dell’esposizione, per 12 mensilità nella misura di €. 103,29 mensili lorde; indennità pagata  dal fondo contrattuale per la remunerazione di particolari condizioni di disagio, pericolo o danno. Definita la platea dei beneficiari, secondo il rapporto di causalità, val bene ribadire l’attenzione sugli obblighi datoriali della verifica delle condizioni ambientali che caratterizzano le “zone controllate” che deve avvenire, secondo il dettato contrattuale, con soggetti qualificati a ciò deputati. La contrattazione collettiva, inoltre, provvede ad individuare una cadenza semestrale per le visite mediche periodiche a cui va sottoposto il personale esposto al rischio delle radiazioni. Il personale che percepisce l’indennità professionale specifica e l’indennità da rischio radiologico ha, poi, diritto, contrattualmente previsto dalla normativa sopra citata e riportata, a godere di 15 giorni di riposo biologico da fruirsi nell’anno in un’unica soluzione. L’istituto si configura come un periodo unico da utilizzarsi entro l’anno solare senza soluzione di continuità nel computo del quale sono ricomprese, anche, le giornate festive e non lavorative ricadenti nello stesso. Va rammentato che sulla questione si è espressa anche la Corte di Cassazione in applicazione dell’art. 64 del d.lgs. n. 165/2001 e s.m.i. il quale prevede, in caso di mancato accordo di interpretazione autentica tra le parti, che il giudice vada a decisione sulla sola clausola controversa, impugnabile con ricorso immediato dinanzi alla Corte di Cassazione (cd. ricorso per saltum). In tal modo la sentenza adottata dalla Corte di Cassazione riveste un carattere interpretativo generale tanto da condizionare l’esito anche di eventuali contenziosi concernenti il medesimo oggetto. Dunque la Suprema Corte ha, così, riconosciuto che il periodo di allontanamento dalle zone a rischio radiologico debba essere inteso come periodo di riposo biologico e pertanto non vada assimilato all’istituto delle ferie. Infatti, la corretta interpretazione del dettato contrattuale non può limitarsi al dato letterale del termine “ferie” ma deve ricercare la reale portata dell’istituto che, in tal senso, è rinvenibile nella modalità di fruizione imposta in un’unica soluzione. La natura e gli elementi che caratterizzano i due istituti, ferie ordinarie e ferie aggiuntive per rischio radiologico, sono nettamente differenti, da ciò consegue una fisiologica differenziazione anche degli effetti che ne scaturiscono. Pertanto, mentre il primo ha una disciplina che vede le vere e proprie ferie riferirsi a giorni lavorativi (ad esempio art. 19 del CCNL di comparto del 1°.9.1995), quindi anche frazionabili, i 15 giorni di riposo biologico vengono considerati in senso unitario e senza alcun riferimento ai giorni lavorativi. Attesa l’evidente estraneità delle “ferie aggiuntive” alla disciplina delle ferie ordinarie, tale periodo va computato secondo il calendario, rendendo irrilevante la presenza o meno di festività nel periodo di riferimento, e non secondo i giorni lavorativi, come avviene, invece, per quest’ultime. La stessa Corte di Cassazione, nel dispositivo della citata sentenza, esplicita chiaramente che “nel periodo di 15 giorni di ferie aggiuntive da usufruirsi in un’unica soluzione, ivi previsto per il personale esposto al rischio radiologico, vanno ricompresi e restano quindi assorbiti le festività, i giorni domenicali e il sabato, per coloro i quali prestano servizio in turni di cinque giorni settimanali, ricadenti in tale periodo”. In base a tale consolidata giurisprudenza, la contrattazione collettiva con l’art. 16 del CCNL del 6 maggio 2010 per la dirigenza medica – veterinaria ha modificato il precedente comma 5 dell’art. 29 del CCNL integrativo del 10 febbraio 2004  ha ritenuto di  sostituire il termine “riposo biologico” a “ferie aggiuntive”, specificando, inoltre, che tale periodo è pari a 15 giorni consecutivi di calendario. Tale percorso rappresenta l’orientamento da applicarsi in via interpretativa anche laddove la contrattazione collettiva non è ancora potuta intervenire a recepire materialmente i chiarimenti forniti dalla Suprema Corte. (Fonte: Soluzioneavvocati.it)

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  • Pubblicato da PartitaIva in 10 dicembre 2015, 18:47

    Per i tsrm a partita iva (o finta partita iva)?
    e se le partite iva senza congedo risultassero non più idonei al controllo dosimetrico?
    Questi sono diritti o bonus dipendenti da contratto?
    Grazie

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