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    • 07 FEB 20
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    Il riscatto della laurea agevolato vale per tutti. Circolare INPS n. 6 del 22/01/2020.

    Il riscatto della laurea agevolato vale per tutti. Circolare INPS n. 6 del 22/01/2020.

    Il riscatto «agevolato»

    Ridimensionato o allargato il beneficio del «riscatto agevolato» della laurea? Dipende da come lo si guarda. È vero che il recente chiarimento in materia fornito dall’Inps Circolare n. 6 dell 22/01/2020 estende il beneficio della cosiddetta versione «soft» o «low cost» a tutti, indipendentemente dall’età anagrafica e dall’anzianità contributiva maturata, che poi si riflette sul calcolo della rendita.
    Ma è anche vero, come fa intendere la nota dell’Istituto di previdenza, che i periodi così riscattati, sono pienamente efficaci solo per il diritto, non anche per la misura della pensione.

    Gli effetti sulla pensione

    Ne consegue che in forza del riscatto, si potrà acquisire il diritto alla pensione anche in data antecedente a quella della richiesta, ma i relativi contributi avranno effetto sulla misura della pensione solo a partire dal mese successivo alla domanda di riscatto.
    Ma non basta. I periodi di università recuperati, vanno sempre esclusi dalla retribuzione utile ai fini del calcolo dell’eventuale quota retributiva della pensione.
    Insomma, l’Inps conferma che chi può contare su un’anzianità inferiore a 18 anni di contributi al 1995, può esercitare l’opzione per il meno vantaggioso metodo contributivo dell’intera carriera lavorativa. Come avviene per la famosa «opzione donna»: vado a casa prima riducendomi la rendita del 20-25%. Del suo ammontare.

    Riscatto della laurea

    La questione riguarda la valorizzazione del periodo di studi, introdotta dalla recente normativa, ossia il decreto legge n. 4/2019 che ha peraltro previsto la famosa «quota 100».
    Ebbene, la citata normativa, allorché il periodo da riscattare si colloca nel sistema contributivo (dal 1° gennaio 1996), prevede un criterio di calcolo dell’onere alternativo e più favorevole. Oltre a quello ordinario (33% della retribuzione degli ultimi 12 mesi), quello cosiddetto “soft”, legato al valore minimo contributivo dei commercianti: 33% di 15.954 euro (valore del 2020), per cui il costo di riscatto di un anno di studi quest’anno è di 5.265 euro.

    Efficacia del riscatto

    Come sancito dalla giurisprudenza, l’Inps ha sempre riconosciuto a tutti i riscatti, sia valutati con la regola retributiva sia con quella contributiva, il principio di retrodatazione degli effetti, tanto ai fini del diritto che della misura della pensione.
    Nella circolare attuativa dell’anno scorso, l’Inps precisava che anche ai periodi riscattati con il criterio soft si doveva riconoscere la «stessa valenza» degli altri riscatti. Invece così non è.
    Poiché, spiega ora l’ente, il principio è vincolato dai «limiti emergenti dalla normativa di riferimento». Tradotto, ciò significa che, ai fini della maturazione del diritto alla pensione, i periodi riscattati con il calcolo agevolato, come accennato, vanno considerati nella loro collocazione temporale. Mentre, agli effetti patrimoniali, i contributi (da riscatto) hanno efficacia nella rivalutazione nel montante individuale soltanto dalla «data della domanda di riscatto».
    In pratica, è possibile che, in forza di un riscatto soft, si acquisisca il diritto alla decorrenza della pensione (con sistema contributivo o misto) in data antecedente alla domanda di riscatto. In tal caso, però, la misura dei ratei di pensione compresi tra la data della pensione e la data della domanda di riscatto sarà calcolata senza considerare nel montante individuale i contributi recuperati. (Fonte: www.corriere.it)

    Circolare INPS n. 6 del 22/01/2020

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