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    • 12 SET 16
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    Il festivo infrasettimanale non più festivo in Emilia Romagna.

    Il festivo infrasettimanale non più festivo in Emilia Romagna.

    Creare nuovi regolamenti comporta sicuramente un dispiego di energie da non sottovalutare e cercare di rispondere alle esigenze di circa 16.000 dipendenti (tra  Infermieri, OSS e tutti i professionisti del comparto e del dirigenza) diventa impegnativo. L’azienda USL della Romagna nasce esattamente 2 anni fa, con l’obiettivo di uniformare 4 territori e quattro ex aziende che, oltre ad essere estremamente vicine geograficamente, hanno caratteristiche simili. Ma riunire 4 aziende sanitarie, con all’interno 15 presidi ospedalieri, significa dover anche ripensare necessariamente ai regolamenti e alle procedure che fino ad ora ogni territorio aveva creato sulla base delle proprie caratteristiche e in virtù delle sue necessità e dei suoi dipendenti e utenti. Nel luglio 2015 l’Azienda USL della Romagna ha firmato, insieme ai sindacati confederali la “piattaforma”, un accordo ponte all’interno del quale venivano inserite le problematiche prioritarie da affrontare. L’obiettivo primario è risultato essere quello di creare un nuovo regolamento aziendale sull’orario di lavoro. Fino ad oggi, ogni azienda aveva al suo interno un proprio regolamento, che rispondeva alle necessità territoriali e organizzative delle sue U.O. e dei suoi servizi. Il lavoro della direzione e dei sindacati è stato quello di fondere 4 regolamenti diversi, cercando di estrapolare da ognuno di essi ciò che poteva essere utile in maniera unitaria e trovare accordi su tutto ciò che risultava invece irrisolto, come ad esempio lo straordinario infrasettimanale.

    Il nuovo regolamento è stato approvato a giugno 2016, ma ufficialmente, per questioni organizzative e di “comunicazione”, è entrato in vigore a luglio 2016. Di problematiche relative al nuovo regolamento ce ne sono diverse, ma nello specifico, quella che desta più preoccupazione e che ha comportato più malumore all’interno del mondo sindacale prima e dei dipendenti poi, è quella che riguarda il mancato riconoscimento del festivo infrasettimanale.

    Ebbene, a Ferragosto già si sono sentiti gli effetti di questa novità

    Non solo i turnisti che ruotano con il turno in quinta lavorano da sempre 4 festivi su 5, ma da oggi il loro lavoro non viene più riconosciuto adeguatamente. Nello specifico, l’applicazione del nuovo regolamento sull’orario di lavoro ha comportato nel mese di agosto che ai turnisti che lavorano H24 e 7 giorni su 7 sia richiesto un monte ore di 162, mentre a coloro che lavorano in servizi chiusi nelle festività, un monte ore di 156. D’ora in poi, per infermieri, oss e medici turnisti che ruotano sulle 24h e 7 giorni su 7, i festivi infrasettimanali verranno considerati a tutti gli effetti come dei comuni giorni feriali in termine di debito orario, mentre continuerà ad essere riconosciuta l’indennità per il turno festivo. Siamo ben lontani da ciò che diceva il buon Contratto Collettivo Nazionale all’ art. 9 del 2001 che citava “l’attività prestata in giorno festivo infrasettimanale dà titolo, a richiesta del dipendente da effettuarsi entro 30 giorni, a equivalente riposo compensativo o alla corresponsione del compenso per lavoro straordinario con la maggiorazione prevista per lo straordinario. Il dipendente ha titolo alla corresponsione del compenso per lavoro straordinario con la prevista maggiorazione nonché alla indennità di turno festivo con le modalità stabilite dal richiamato art. 44 del CCNL 1.9.1995, non avendo la norma contrattuale in esame previsto la incumulabilità dei diversi benefici.

    L’AUSL della Romagna, nonostante le opinioni fortemente contrarie dei sindacati, fa riferimento al parere ARAN (Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche amministrazioni) che afferma “il personale turnista che lavora il giorno festivo infrasettimanale ha diritto esclusivamente alla specifica indennità disciplinata(…), ma non al compenso per il lavoro straordinario o all’alternativa del riposo compensativo”.

    L’ARAN afferma che il turnista si trova a dover lavorare nelle giornate festive infrasettimanali, poiché svolgendo dei turni, è chiamato in via ordinaria a svolgere le sue prestazioni sia nei giorni feriali non lavorativi che in quelli festivi. Per cui il riposo compensativo o la corresponsione del compenso per lavoro straordinario, non è applicabile nel caso in cui, nell’ambito della distribuzione dei turni, il dipendente si trovi a rendere la propria prestazione durante un giorno festivo infrasettimanale. Viene inoltre affermato che il turnista riceve una “specifica compensazione economica attraverso l’indennità per il servizio di turno prestato per il giorno festivo”.

    A tale proposito, l’AUSL della Romagna ha previsto che il lavoratore turnista chelavori nella giornata festiva infrasettimanale maturi lo stesso debito orario di una giornata lavorativa feriale, mantenendo il riconoscimento delle indennità  previste.

    Sul parere ARAN sono numerose le opinioni degli esperti di legislazione e del CCNL, che mettono in luce quanto sia infondato dal punto di vista giuridico e frutto di un’errata interpretazione degli articoli di legge. Confidiamo che l’AUSL della Romagna, come tante altre aziende italiane, decida di riconoscere e rispettare il lavoro dei turnisti, in particolar modo di coloro che hanno deciso, per passione nei confronti della professione, di sacrificare parte della loro vita lavorando tutti i giorni dell’anno. (Fonte: nurse24.it)

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