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    • 09 MAR 16
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    Formazione ECM, il Ministro Lorenzin tira dritto «Nessun tentennamento, l’aggiornamento è un valore».

    Formazione ECM, il Ministro Lorenzin tira dritto «Nessun tentennamento, l’aggiornamento è un valore».

    La formazione ECM è un elemento di valore per i medici italiani perché permette una formazione costante che è il segreto del successo del Sistema sanitario nazionale». Per il ministro alla salute Beatrice Lorenzin, preparazione e aggiornamento degli operatori sanitari continuano a rappresentare elementi chiave per far funzionare il Sistema sanitario nazionale. In questo senso la rigorosa applicazione dell’ECM obbligatoria, così come nelle strategie della nuova commissione nazionale, diventa dunque un punto fondamentale per un «Paese all’avanguardia nella solidarietà». Così come ha definito l’Italia il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in visita all’INMP (Istituto Nazionale per la promozione della Salute delle popolazioni Migranti e per il contrasto delle malattie della Povertà) in occasione dell’inaugurazione degli spazi dell’antico Ospedale San Gallicano di Trastevere, ristrutturati grazie al contributo della Regione Lazio. L’importanza della formazione ECM è stata sottolineata anche dal ministro alla Salute Beatrice Lorenzin, proprio mentre la nuova commissione nazionale prosegue il giro di vite sui medici non in regola. Nonostante da più parti si sottolineano le difficoltà dei camici bianchi nel completare l’aggiornamento anche per via dei turni massacranti, il ministero tira dritto sulle sanzioni. E, comunque, una fetta sempre più consistente di medici grazie allaFormazione a Distanza (FAD), in crescita esponenziale, come testimoniano i dati Consulcesi che registra un aumento del 30% nell’arco del 2015 sui corsi web del provider (accreditato Agenas) Sanità in-Formazione.L’attenzione – per ora – è rivolta soprattutto ai medici competenti, ai quali è stata concessa una proroga (fino a giugno) per rimettersi in pari dopo il depennamento dell’Albo di migliaia di loro con conseguente perdita di posto di lavoro.
    La FNOMCeO ha di recente chiarito che: «Devono sia essere in linea con i crediti del fabbisogno formativo 2014-2016, sia totalizzare entro giugno almeno il 50% del debito Ecm maturato entro il 2013. I medici competenti, che hanno l’obbligo di acquisire il 70% dei crediti formativi nella disciplina Medicina del lavoro e sicurezza degli ambienti di lavoro – si legge in una nota a firma di Roberta Chersevani, presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici, Chirurghi e Odontoiatri – secondo il Decreto Ministeriale pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 10 febbraio, hanno tempo sino al 30 giugno 2016 per acquisire il 50% dei crediti Ecm mancanti al 31 dicembre 2014, oltre a dover ovviamente assolvere il debito formativo del triennio corrente». Il reinsediamento della Commissione nazionale ECM, tornata a lavoro da novembre dello scorso anno dopo una vacatio di diversi mesi, ha impresso un’accelerata alle verifiche all’insegna da una parte del rispetto dell’obbligo e dall’altra ad un aggiornamento sempre puntuale e costante. «Questo è uno dei punti che noi abbiamo messo all’attenzione – prosegue il ministro Lorenzin – e lo facciamo ovviamente anche tramite l’attività delle regioni, e le attività internazionali che stiamo svolgendo negli altri Paesi».
    Proprio prendendo spunto dall’appuntamento all’INMP, il ministro alla Salute fa notare come le nuove esigenze, nel caso specifico riferite aimigranti da assistere, portino ad un costanteriaggiornamento delle modalità di formare gli operatori e offrire corrette informazioni ai cittadini: «In questi anni – aggiunge Beatrice Lorenzin – abbiamo eseguito una serie di studi sulle patologie e sul tipo di flussi migratori. Abbiamo coinvolto anche l’OMS, siamo stati promotori della carta di Roma alle Nazioni Unite, per parlare della salute dei migranti e darci anche dei protocolli di azione. Per questo – conclude il ministro – faremo una carta sanitaria europea sui migranti, la stiamo elaborando insieme all’OMS a livello regionale. Oltre al tipo di patologie di chi è sottoposto a viaggi così stressanti e lunghi e situazioni estreme, purtroppo abbiamo moltissimi traumi dal punto di vista fisico, quindi persone che hanno avuto varie fratture anche molto gravi durante il viaggio e moltissime violenze sessuali e abusi sia sulle donne che sui bambini. Questo richiede un lavoro ad hoc, non soltanto dal punto di vista strettamente medico, ma anche psicologico e di recupero di queste persone». (Fonte: Ciro Imperato – sanitainformazione.it)

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