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    • 04 OTT 17
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    Ferie da smaltire. Disposizioni.

    Ferie da smaltire. Disposizioni.

    Il lavoratore dipendente ha diritto a un minimo di 4 settimane all’anno di ferie retribuite, secondo quanto previsto dal decreto sull’orario di lavoro, alle quali non può rinunciare; il contratto collettivo applicato può comunque prevedere oltre 4 settimane di ferie all’anno.

    Le ferie maturano in proporzione al periodo di lavoro svolto, secondo le specifiche previsioni dei contratti collettivi: normalmente il rateo mensile di ferie è pari a 2,167 giorni (26 giorni lavorativi all’anno diviso 12 mensilità), e matura per intero se risultano lavorati almeno 15 giorni nel mese. Se il lavoratore ha un contratto di part time verticale (non presta servizio, cioè, in tutte le giornate lavorative), il numero di giorni di ferie va riproporzionato in relazione all’orario di lavoro effettivamente svolto.

    Entro quando vanno godute le ferie

    Le ferie vanno godute per almeno 2 settimane, consecutive se possibile, nel corso dell’anno di maturazione: le restanti 2 settimane devono essere fruite nei 18 mesi successivi al termine dell’anno di maturazione (o nel diverso termine stabilito dal contratto collettivo). Se sono previste ulteriori ferie oltre al minimo di 4 settimane, queste vanno godute entro il termine previsto dal contratto collettivo.

    Ferie arretrate e altre assenze

    Le ferie maturano anche durante alcune assenze dal lavoro, come il congedo di maternità, la malattia, il congedo matrimoniale e durante la fruizione delle ferie stesse.

    In caso di lunghe assenze, come una grave malattia o l’astensione per maternità, è dunque possibile che il lavoratore accumuli molte ferie arretrate, in quanto impossibilitato a goderne.

    Posso farmi pagare le ferie arretrate per smaltirle?

    Le 4 settimane minime di ferie previste non possono essere monetizzate, salvo il caso in cui termini il rapporto di lavoro. Il divieto di monetizzazione delle ferie è collegato alla loro irrinunciabilità, prevista dalla Costituzione stessa ed alla loro finalità, cioè reintegrare le energie psicofisiche spese nella prestazione lavorativa e consentire al lavoratore di partecipare alla vita familiare e sociale.

    Posso prendere le ferie arretrate quando voglio?

    Nonostante la normativa e i contratti collettivi stabiliscano le tempistiche entro cui far godere le ferie, l’ultima parola sulla fruizione spetta sempre al datore di lavoro, mentre il lavoratore non può assentarsi di propria volontà, anche se possiede una grande quantità di ferie arretrate. È il datore di lavoro, infatti, a stabilire quando il lavoratore può assentarsi, tenuto conto delle esigenze dell’impresa e degli interessi del dipendente: il datore deve comunque comunicare per tempo al lavoratore il periodo stabilito per le ferie, per dargli l’opportunità di organizzare il suo tempo libero.

    Se il lavoratore decide di smaltire le ferie arretrate senza il consenso del datore di lavoro, questi può anche infliggere sanzioni disciplinari per le assenze ingiustificate, sino ad arrivare al licenziamento.

    Il datore di lavoro può obbligarmi a smaltire le ferie arretrate?

    Nel caso in cui il dipendente possieda molte ferie arretrate e non riesca a mettersi d’accordo col datore riguardo al periodo in cui assentarsi, quest’ultimo può imporrecomunque la fruizione delle ferie eccedenti.

    Multe per ferie arretrate

    Se il datore di lavoro non concede le ferie al lavoratore entro i termini previsti dalla legge o dal contratto collettivo, può trovarsi a pagare delle multe (sanzioni amministrative) piuttosto salate, a meno che il mancato godimento delle ferie sia dovuto a una causa indipendente dalla sua volontà(per esempio a causa di malattia, infortunio o maternità).

    In particolare:

    il mancato godimento delle 4 settimane di ferie l’anno è punito con una sanzione amministrativa che parte da un base da 100 a 600 euro;

    se la violazione si riferisce a più di 5 lavoratori o si verifica più di una violazione in meno di 2 anni, la multa va da 400 a 1.500 euro;

    se la violazione si riferisce a più di 10 lavoratori o viene verificata in almeno 4 anni la multa va da 800 a 4.500 euro, senza riduzioni.

    Il datore di lavoro è punibile anche se il dipendente gode delle ferie solo in parte: per evitare sanzioni, si devono imputare prima le ferie maturate nei periodi più vicini alla scadenza del termine.

    Contributi previdenziali sulle ferie arretrate

    Se il lavoratore non gode, entro i 18 mesi successivi all’anno di maturazione, di tutte le ferie spettanti, il datore di lavoro è tenuto comunque a pagare i contributi sulle ferie, come se queste fossero state godute.

    Per farlo, deve sommare alla retribuzione imponibile del mese di luglio l’importo corrispondente alle ferie non godute, anche se questo non è materialmente erogato al lavoratore.

    I contributi sulle ferie non godute andranno dunque pagati entro il giorno 20 di agosto del 2° anno successivo alla maturazione (non entro il 16 perché il termine per il pagamento dei contributi mensili è differito per la pausa estiva), cioè assieme alla contribuzione del mese di luglio. Per l’anno 2017 il termine era il 21 di agosto, in quanto il 20 cadeva di domenica.

    Ad esempio, dovevano essere pagati entro il 21 agosto 2017 i contributi sulle ferie non godute maturate nell’anno 2015. (Fonte: laleggepertutti.it)

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