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    • 09 GEN 18
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    Esercizio abusivo della professione: il giro di vite della riforma Lorenzin . Cosa cambia.

    Esercizio abusivo della professione: il giro di vite della riforma Lorenzin . Cosa cambia.

    Con la riforma Lorenzin  vita sempre più dura per coloro che svolgono abusivamente una professione sanitaria: la legge  inasprisce le pene e stabilisce  delle aggravanti speciali per i reati di omicidio colposo e lesioni gravi  a carico di chi commette l’abuso di professione sanitaria. La legge  che ha stabilito il riordino delle professioni sanitare, previsto nuove figure sanitarie e sancito il passaggio dai collegi agli ordini professionali ha, infatti, introdotto importanti cambiamenti anche nell’ambito della repressione del fenomeno dell’abusivismo  nelle  professioni sanitarie,  riscrivendo di fatto l’art. 348 del codice penale.

    Nello specifico l’art.12 della riforma Lorenzin prevede:

    la reclusione da sei mesi a tre anni e  una multa da 10mila a 50mila euro per chi esercita abusivamente una professione per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato. Alla condanna  segue  la pubblicazione della sentenza e la confisca  dei beni utilizzati per commettere il reato. La sentenza, inoltre, verrà trasmessa anche all’ordine, all’albo o al registro competente qualora il condannato  eserciti regolarmente una professione o un’attività con la conseguente interdizione da uno a tre anni dalla professione o dall’attività regolarmente esercitata. In caso di condanna o di applicazione della pena su richiesta delle parti, i beni confiscati sono trasferiti al patrimonio del Comune  per essere poi destinati a finalità sociali e assistenziali. 

    Per coloro che hanno spinto altri ad  esercitare una professione abusiva, per chi ha diretto o svolto attività di mediazione è, invece,  prevista la reclusione da uno a cinque anni e la multa da 15mila a 75mila euro. Prima che la legge fosse varata, per la rilevanza penale di questa  condotta, era necessario essere incorsi nella sanzione amministrativa almeno tre volte, mentre oggi  basta  incorrere nel reato anche una sola volta.

    Aggravanti per i reati di omicidio colposo e lesioni gravi se questi sono commessi nell’esercizio abusivo della professione sanitaria per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato o di un’arte sanitaria. Nel caso dell’omicidio colposo la pena aggravata è quella della reclusione da tre a dieci anni, per le lesioni gravi è prevista la reclusione da sei mesi ai due anni e da un anno e sei mesi a quattro anni per le lesioni gravissime. 

    Nel caso, invece, l’abuso riguardi un’arte ausiliaria delle professioni sanitarie, è prevista una sanzione  amministrativa pecuniaria che andrà  dai 2.500 euro ai 7.500 euro. (Fonte: studiocataldi.it)

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