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    Ecm, cambiano regole su sconti e bonus. Le novità dal 2017.

    Ecm, cambiano regole su sconti e bonus. Le novità dal 2017.

    «I medici italiani acquisiscono i crediti un po’ con la logica dei polli di Trilussa. Se rapportiamo a un pasto i 150 crediti che servono – teoricamente – in un triennio, c’è chi ha mangiato un pollo e mezzo e chi mezzo pollo: in altre parole, la formazione continua tiene. Registriamo ben 966 mila iscritti ai corsi nel triennio 2014-16 (dato non ancora definitivo) ma alcuni si aggiornano oltre il dovuto ed altri meno». Sergio Bovenga presidente del Consorzio CoGeAPS che gestisce i crediti formativi di tutte le 30 professioni sanitarie
    (oltre 1.000.000 di professionisti) riassume i dati del convegno nazionale “Le professioni sanitarie ed il sistema Ecm tra presente e futuro” organizzato a Roma. L’evento, mille partecipanti, ha rappresentato un’occasione di confronto sul tema della formazione continua tra mondo ordinistico, Commissione Nazionale Formazione Continua, Ministero della Salute, provider e professionisti nonché per annunciare le nuove regole del triennio 2017-19 nonché quelle del dossier formativo che andrà a regime nel nuovo triennio. «Un cambiamento si ha anche sulle riduzioni», spiega Bovenga. «In questo triennio 2014-2016 si poteva fruire di uno sconto di 45 crediti se si erano totalizzati nel triennio precedente tra 105 e 150 crediti, di 30 crediti con un bilancio tra 51 e 100 crediti, di 15 crediti (che equivale all’obbligo di raggiungere 135 crediti in questo triennio) se si erano totalizzati fra 30 e 50 crediti. Per il 2017-19 varranno solo due riduzioni: 30 crediti abbuonabili se nel triennio 2014-2016 si sono raggiunti tra 121 e 150 crediti e 15 crediti se si sono raggiunti da 81 a 120 crediti. Si dà per inteso che i professionisti si formano di più e si eliminano i target minimi e massimi da conseguire ogni anno. Inoltre -sottolinea Bovenga- sulla scia delle determine appena licenziate dalla Commissione Ecm sarà possibile autocertificare i crediti per autoformazione (entro il limite del 10% nel triennio) non solo ai liberi professionisti ma a tutti i professionisti. Di conseguenza, scende il livello di formazione accreditata da dover attestare; fatto cento l’obbligo formativo sarà sufficiente al professionista presentare un 40% di crediti tratti da eventi organizzati da provider, mentre per il restante 60% potrà attingere da autoformazione, corsi all’estero, tutoraggi, pubblicazioni scientifiche ed altre opportunità». L’adesione al dossier formativo non sarà obbligatoria ma volontaria e sarà incentivata con un bonus di 30 crediti. Spiega Bovenga: «Il dossier nasce come possibilità data ai professionisti di programmarsi il percorso in base alle reali esigenze dettate dall’attività quotidiana. Tre le macro-aree sulla cui base il singolo deciderà di fissare i propri obiettivi formativi: tecnico-professionale, di processo e di sistema; un chirurgo, ad esempio, potrebbe avere più interesse ad approfondire in settori tecnico professionali, al contrario un medico che si occupa di organizzazione sanitaria avrà più interesse ad aggiornarsi in obiettivi di processo o di sistema. Per ogni area il professionista aderente indica una percentuale corrispondente al fabbisogno. Per ottenere il bonus occorre la compresenza di tre condizioni: che il dossier venga programmato, che le aree risultino coerenti con il profilo di attività e che almeno il 70% dei crediti a consuntivo sia ottenuto in coerenza con quanto indicato in relazione al proprio profilo a inizio triennio. Se le tre condizioni si realizzano si ha diritto a un bonus di 30 crediti di cui 10 scontati nel triennio 17-19 e 20 nel successivo».

    Quanti medici si formano, tanti o pochi? «I dati del triennio saranno disponibili a primavera. Infatti, il triennio si conclude a dicembre ma i provider hanno tre mesi per comunicare i dati. E poi i corsi di formazione a distanza-Fad si chiudono a scadenze predeterminate prima delle quali non è comunicato il dato di chi li ha conclusi, e dopo ci sono fino a 3 mesi per girarli al CoGeAPS». Bovenga ricorda che per certificare il raggiungimento del debito formativo il professionista deve recarsi all’Ordine che accede al suo profilo e stampa la certificazione, accreditato dal sistema. A chi ha assolto in modo parziale all’obbligo formativo, l’Ordine rilascia un’attestazione con i corsi fatti. Il presidente CoGeAPS consiglia sempre ai medici che svolgono doppia attività (ad esempio di famiglia e competente) di comunicare al provider per quale disciplina partecipano all’evento:  «Una percentuale di colleghi potrebbe essere in regola con i crediti conseguiti se solo interagisse meglio con i provider e con il CoGeAPS. Insomma, serve conoscere le regole per meglio fruire del sistema Ecm». (Fonte: Mauro Miserendino – doctor33.it)

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