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    Discussione e litigio col capo di lavoro: che rischio?

    Discussione e litigio col capo di lavoro: che rischio?

    Non si può licenziare il dipendente a seguito di una violenta polemica e di un animoso confronto verbale col suo superiore gerarchico di lavoro quando il tono della discussione, per quanto alterato e maleducato, è il frutto di una reazione a un rimprovero ritenuto eccessivo. È quanto chiarito dalla Cassazione con una recente sentenza. Secondo la Suprema Corte, è lecito aspettarsi una reazione a un rimprovero forte anche se questo proviene dal proprio capo o, addirittura, dallo stesso datore di lavoro: in tal caso, il lessico offensivo può essere classificato non come insubordinazione, ma come semplice discussione, nell’ambito della normale dialettica aziendale. Il che significa che, nonostante l’insolenza del dipendente che abbia persino ecceduto addirittura in minacce, non si può procedere a licenziamento. Per i giudici si tratta semplicemente di una animata discussione, seppur caratterizzata da toni inurbani. La valutazione della gravità della condotta del dipendente, necessaria ai fini dell’applicazione o meno di una sanzione disciplinare, va fatta quindi tenendo conto del fatto che ha generato la discussione: il rimprovero. Non conta solo – stando alla pronuncia in commento – l’uso delle parole con cui il capo redarguisce il lavoratore, ma la fondatezza o meno del richiamo e come lo stesso viene percepito dal suo destinatario. Se eccessivo, infatti, è lecito attendersi una reazione: non è obbligo del dipendente essere sottomesso e accettare anche gli abusi. E se anche la reazione è superiore alla causa che l’ha giustificata – come nel caso del dipendente che utilizzi parole di minaccia – c’è comunque la causa di giustificazione della provocazione. In buona sostanza, ancora una volta la Cassazione ricorda che il licenziamento è solo l’ultima spiaggia, la sanzione da adottarsi solo quando il rapporto di lavoro non possa più essere proseguito per cause davvero intollerabili. E tale non è una discussione verbale anche se animata da parole non proprio pacifiche. (Fonte: laleggepertutti.it)

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