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    Convenzione ONU: divieto al trasferimento del lavoratore che assiste il disabile.

    Convenzione ONU: divieto al trasferimento del lavoratore che assiste il disabile.

    Sulla base di una interpretazione costituzionalmente orientata della L. 104 del 1992 cit., art. 33, comma 5 – effettuata alla luce dell’art. 3 Cost., comma 2, dell’art. 26 della Carta di Nizza e della Convenzione delle Nazioni Unite del 13 dicembre 2006 sui diritti dei disabili, ratificata con L. n. 18 del 2009 – il trasferimento del lavoratore che assiste un familiare disabile è vietato anche quando il grado di disabilità dell’assistito non si configuri come grave, a meno che il datore di lavoro, a fronte della natura e del grado di infermità psico-fisica del familiare, provi la sussistenza di esigenze aziendali effettive ed urgenti, insuscettibili di essere altrimenti soddisfatte . La indicata Convenzione ONU, finalizzata ad assicurare a garantire alle persone disabili un più adeguato livello di vita e di protezione sociale, in tutti gli ambiti stabilisce (spec. art. 2, comma 4) che si devono porre in essere gli “accomodamenti ragionevoli” per favorire le persone disabili, intendendosi per tali volti le modifiche e gli adattamenti necessari ed appropriati che non impongano un onere sproporzionato o eccessivo da adottare, ove ve ne sia necessità in casi particolari, per garantire alle persone disabili, nelle diverse situazioni, il godimento e l’esercizio di tutti i diritti umani e di tutte le libertà fondamentali su base di uguaglianza con gli altri. (Avv. Ennio Grassini – dirittosanitario.net)

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