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    • 03 GIU 17
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    Congedi per la formazione e diritto allo studio.

    Congedi per la formazione e diritto allo studio.

    Ogni dipendente a tempo indeterminato che desidera seguire un corso di studio universitario, post–universitario, di istruzione primaria, secondaria o di qualificazione professionale che rilasci un titolo professionale, ha diritto a fruire di 150 ore di permessi retribuiti in un anno.

    I permessi possono essere dati ad un massimo del 3% dei dipendenti di un’amministrazione; per questo motivo, ogni anno le aziende pubblicano un bando all’interno del quale vengono identificati i criteri di erogazione dei permessi.

    In linea generale, qualora all’azienda pervenga un numero maggiore di domande rispetto a quelle previste, viene stilata una graduatoria nella quale viene data la priorità a:

    i dipendenti che frequentano l’ultimo anno del corso di studi

    i dipendenti che frequentano, nell’ordine, il livello più basso di corso di studi (scuola media inferiore, superiore, universitaria, post – universitaria)

    dando la precedenza a coloro che non hanno mai fruito dei permessi

    in base all’ordine decrescente dell’età.

    Nel bando pubblicato annualmente dall’azienda, oltre all’identificazione dei requisiti necessari per fruire dei permessi, si chiede che il dipendente presenti l’avvenuta iscrizione al corso di studi, il piano degli studi e l’impegno orario previsto.

    Ogni dipendente è tenuto poi, annualmente, a certificare all’azienda l’avvenuta partecipazione agli esami e/o alle lezioni.

    Se il dipendente non presenta la certificazione che attesta la partecipazione alle lezioni o agli esami, i permessi già fruiti possono essere considerati come ferie o aspettativa per motivi personali.

    Per la partecipazione agli esami, ogni dipendente a tempo indeterminato ha diritto anche a 8 giorni all’anno per la partecipazione a formazione non obbligatoria, concorsi o esami.

    Congedi per la formazione

    Al dipendente possono essere concessi congedi specifici per la formazione, se vi sono esigenze di servizio particolari. Il dipendente con almeno 5 anni di anzianità di servizio nella stessa U.O. e nella stessa azienda, può fruire di un congedo per la formazione. Il numero dei congedi viene determinato sulla base del personale presente al termine di ogni anno e al massimo al 10% del personale nelle varie aree di servizio.

    Per poter ottenere il congedo per la formazione il dipendente deve presentare una specifica domanda all’azienda, indicando il motivo della richiesta, l’attività formativa che si intende svolgere, la durata e l’impegno formativo.

    La richiesta va inviata almeno 30 giorni prima dell’inizio delle attività formative. L’azienda può rifiutare la richiesta del dipendente se vi sono problematiche legate alla funzionalità del servizio.

    Formazione e aggiornamento professionale

    I professionisti sanitari hanno l’obbligo di mantenersi aggiornati, al fine di essere in grado di rispondere nella maniera più adeguata alle richieste e ai bisogni dei cittadini e utenti. Per questo motivo nasce l’educazione continua in medicina (Ecm) che mira a fornire le conoscenze, attitudini e competenze più adeguate all’operatore per poter lavorare al meglio.

    Lo stesso profilo professionale dell’infermiere all’art. 4 afferma che “l’infermiere contribuisce alla formazione del personale di supporto e concorre direttamente all’aggiornamento relativo al proprio profilo professionale e alla ricerca”.

    Inoltre, per ciascun profilo professionale sanitario, il ministero della salute identifica un numero minimo di crediti Ecm da raggiungere nel triennio.

    La formazione può prevedere attività di addestramento, aggiornamento, formazione sul campo, formazione in aula, audit clinici, partecipazione a convegni o congressi.

    La formazione è obbligatoria per tutti i dipendenti, siano essi a tempo determinato o indeterminato.

    Essa deve essere finalizzata all’acquisizione di competenze che riguardano:

    i processi di innovazione tecnologica ed organizzativa;

    i processi di ristrutturazione, riorganizzazione e riconversione delle strutture e dei servizi;

    le discipline che riguardano l’organizzazione del lavoro, le tecniche di programmazione e la gestione del personale.

    Le attività di formazione obbligatoria devono certificare l’accrescimento della professionalità del dipendente, rilasciando un attestato al termine del corso.

    La partecipazione alla formazione obbligatoria organizzata dall’amministrazione è considerata orario di servizio a tutti gli effetti. Se la formazione obbligatoria prevede che il dipendente si debba recare presso una sede diversa da quella lavorativa, può essere previsto anche un rimborso spese per il tempo di viaggio.

    La formazione facoltativa viene riconosciuta dall’azienda attraverso la fruizione delle 8 giornate retribuite all’anno per formazione/concorsi/esami.

    Il personale in gravidanza, puerperio, in aspettativa per qualsiasi motivo, o in distacco sindacale, è esentato dall’obbligo dell’acquisizione dei crediti formativi. (Fonte: nurse24.it)

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