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    Competenze e responsabilità del coordinatore. Posizioni organizzative e graduazione delle funzioni.

    Competenze e responsabilità del coordinatore. Posizioni organizzative e graduazione delle funzioni.

    Coordinamento

    Nel sistema sicurezza deliberato entrano pertanto in gioco tutta una serie di competenze e responsabilità necessarie all’esercizio del ruolo: documentazione clinica e aspetti medico legali, inserimento, formazione e valutazione delle competenze del personale assegnato, sicurezza sul lavoro, qualità e accreditamento, gestione dei farmaci e degli emocomponenti, rischio infettivo, prevenzione delle cadute e degli eventi avversi, gestione del rischio (identificazione, analisi, trattamento e prevenzione del rischio e l’apprendere dall’esperienza) con l’applicazione delle raccomandazioni regionali e nazionali, gestione dei conflitti (interni e con l’utenza), gestione delle tecnologie sanitarie, della struttura e dei beni assegnati. Insistono sulla figura del Coordinatore tutta una serie di responsabilità che, nell’ottica di questa gestione globale, sono finalizzate ad obiettivi di riduzione e contenimento della spesa e dello spreco attraverso la gestione integrata e trasversale di tutte le competenze richieste. Basti pensare quali e quanti problemi potrebbero verificarsi con un semplice errore di somministrazione di fiala di potassio conservata in maniera non separata e distinta da altri farmaci ed un possibile scenario di configurazione di mancata gestione di attività: gestione dei farmaci, inosservanza raccomandazione ministeriale, prevenzione evento avverso, formazione del personale e diffusione delle informazioni, contenzioso legale e danno economico (non è un caso che qualche Regione abbia anche scelto una forma di autoassicurazione o la copertura assicurativa tramite broker). Occorre richiamare, infine, per effetto del suo posizionamento all’interno dell’organizzazione, anche la responsabilità proveniente da un recente provvedimento emanato in attuazione alla legge anti-corruzione, in linea con le raccomandazioni OCSE in materia di integrità ed etica pubblica, che indica i doveri di comportamento dei dipendenti delle PA e prevede che la loro violazione è fonte di responsabilità disciplinare secondo il DPR 16 aprile 2013, n. 62, contenente il “Regolamento recante codice di comportamento dei dipendenti pubblici, a norma dell’articolo 54 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165” o cosiddetto Codice di comportamento dei dipendenti pubblici. Sono tante le responsabilità che il Coordinatore esercita oltre la semplice azione di coordinamento delle attività clinico assistenziali e tante le competenze che deve sviluppare affinché il complesso sistema di congiunzione delle attività sanitarie e dell’équipe clinico-assistenziale, nelle diverse gradazioni di complessità, possa garantire a tutti i soggetti con i quali si interfaccia, interni ed esterni, i risultati attesi, nell’ottica di un miglioramento continuo.

    Posizioni organizzative e graduazione delle funzioni

    1. Le aziende ed enti, sulla base dei propri ordinamenti e delle leggi regionali di organizzazione ed in relazione alle esigenze di servizio, istituiranno posizioni organizzative che richiedono lo svolgimento di funzioni con assunzione diretta di elevata responsabilità.

    2. Le posizioni organizzative, a titolo esemplificativo, possono riguardare settori che richiedono lo svolgimento di funzioni di direzione di servizi, dipartimenti, uffici o unità organizzative di particolare complessità, caratterizzate da un elevato grado di esperienza e autonomia gestionale ed organizzativa o lo svolgimento di attività con contenuti di alta professionalità e specializzazione, quali ad esempio i processi assistenziali, oppure lo svolgimento di: attività di staff e/o studio; di ricerca; ispettive di vigilanza e controllo; di coordinamento di attività didattica.

    3. La graduazione delle funzioni è definita da ciascuna azienda o ente in base a criteri adottati per valutare le posizioni organizzative individuate. Nella graduazione delle funzioni le aziende ed enti tengono conto, a titolo esemplificativo, dei seguenti elementi, anche integrandoli con riferimento alla loro specifica situazione organizzativa :

    a) livello di autonomia e responsabilità della posizione, anche in relazione alla effettiva presenza di posizioni dirigenziali sovraordinate ;

    b) grado di specializzazione richiesta dai compiti affidati ;

    c) complessità delle competenze attribuite ;

    d) entità delle risorse umane, finanziarie, tecnologiche e strumentali direttamente gestite ;

    e) valenza strategica della posizione rispetto agli obiettivi aziendali.

    ART. 21 – Affidamento degli incarichi per le posizioni organizzative e loro revoca – indennità di funzione

    1. Le aziende o enti formulano in via preventiva i criteri generali per conferire al personale indicato ne comma 2 gli incarichi relativi alle posizioni organizzative istituite.

    2. Per il conferimento degli incarichi le aziende o enti tengono conto – rispetto alle funzioni ed attività prevalenti da svolgere – della natura e caratteristiche dei programmi da realizzare, dei requisiti culturali posseduti, delle attitudini e della capacità professionale ed esperienza acquisite dal personale, prendendo in considerazione tutti i dipendenti collocati nella categoria D nonché – limitatamente al personale del ruolo sanitario e di assistenza sociale – nella categoria C per tipologie di particolare rilievo professionale coerenti con l’assetto organizzativo dell’azienda o ente.

    3. Gli incarichi sono conferiti con provvedimento scritto e motivato e, in relazione ad essi, è corrisposta l’indennità di funzione prevista dall’art. 36 , da attribuire per la durata dell’incarico. Al finanziamento dell’indennità si provvede con il fondo previsto dall’art. 39.

    4. Il risultato delle attività svolte dai dipendenti cui siano stati attribuiti incarichi di funzione è soggetto a specifica e periodica valutazione di cadenza non inferiore all’anno. La valutazione positiva dà anche titolo alla corresponsione della retribuzione di risultato.

    5. A tal fine le aziende e gli enti determinano in via preventiva i criteri che informano i predetti sistemi di valutazione da gestire attraverso i servizi di controllo interno o nuclei di valutazione.

    6. In caso di eventuale valutazione negativa, gli organismi di cui al comma 5, prima della definitiva formalizzazione, acquisiscono in contraddittorio le considerazioni del dipendente anche assistito da un dirigente sindacale o da persona di sua fiducia.

    7. L’esito della valutazione periodica è riportato nel fascicolo personale dei dipendenti interessati. Di esso si tiene conto nell’affidamento di altri incarichi.

    8. La revoca dell’incarico comporta la perdita dell’indennità di funzione da parte del dipendente titolare. In tal caso il dipendente resta inquadrato nella categoria di appartenenza e viene restituito alle funzioni del proprio profilo mantenendo il trattamento economico già acquisito ai sensi dell’art. 35 ed ove spettante quello dell’art. 36, comma 3;

    9. Il personale della categoria C cui sia stato conferito l’incarico di posizione organizzativa con le modalità del comma 3 e lo abbia svolto per un periodo di sei mesi – prorogabile ad un anno – con valutazione positiva , in presenza di posto vacante del medesimo profilo nella dotazione organica della categoria D, partecipa alla selezione interna dell’art 16 sulla base di un colloquio con precedenza nel passaggio. In tal caso le aziende ed enti valutano, in rapporto ai costi, la opportunità della riconversione nella categoria D del corrispondente posto della categoria C.

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