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    Assunzione a tempo determinato: rinnovi vietati. Lavoratori precari: l’Unione Europea dichiara illegittimo il rinnovo eccessivo di contratti a termine nel pubblico impiego, con la conseguenza che la pubblica amministrazione deve stabilizzare il dipendente.

    Assunzione a tempo determinato: rinnovi vietati. Lavoratori precari: l’Unione Europea dichiara illegittimo il rinnovo eccessivo di contratti a termine nel pubblico impiego, con la conseguenza che la pubblica amministrazione deve stabilizzare il dipendente.

    La pubblica amministrazione non può assumere dipendenti con contratto a tempo determinato e poi rinnovare a oltranza tale tipo di rapporto, condannandoli a una vita di precariato: una situazione del genere viola i principi della normativa comunitaria. A dirlo è, ancora una volta, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea, con una sentenza che interesserà particolarmente il nostro Stato. L’uso, da parte della Pa, del contratto di lavoro a termine si giustifica solo quando vi sono esigenze eccezionali e momentanee cui far fronte. Insomma, il contratto a tempo determinato può fungere solo da occasionale “tappabuchi”. Per cui, un ricorso reiterato e ripetuto nel tempo di tale rapporto con lo stesso soggetto non fa altro che evidenziare un suo utilizzo strumentale e fraudolento, solo per garantire al datore di lavoro (l’amministrazione) un vantaggio indebito. Secondo i giudici comunitari va quindi contro l’accordo quadro dell’Unione Europea la normativa nazionale che consente di operare continui rinnovi dei contratti di lavoro a termine per far fronte a esigenze che sono solo apparentemente momentanee, ma che in realtà sono permanenti: così facendo, infatti, la situazione di precarietà dei lavoratori viene mantenuta costante nel tempo. Vittima dell’abuso, nel caso di specie, è una lavoratrice spagnola operante all’interno di un ospedale, che aveva subito ben sette rinnovi del contratto a tempo determinato. Ma la situazione è perfettamente duplicabile in Italia contro la quale la Corte di Giustizia si è già pronunciata, in particolar modo nel settore dell’insegnamento.

    Cosa può fare il dipendente per tutelarsi in questi casi? Può agire in costanza del rapporto di lavoro o anche al termine, quando l’ente decide di metterlo al riposo. E, nel rivolgersi al giudice, può chiedere che il rapporto di precariato venga convertito in un contratto a tempo indeterminato. Insomma assunzione piena e stabilizzazione per chi è stato alle dipendenze, da numerosi anni, con l’amministrazione benché con contratti a tempo determinato, dimostrando che le sue funzioni sono state tutt’altro che quelle di un tappabuchi. L’accordo quadro UE sul lavoro a tempo determinato impone agli Stati membri di prevedere, all’interno di ciascuna legge, almeno uno dei seguenti tre seguenti punti all’interno dei contratti a tempo determinato onde prevenire un loro utilizzo abusivo:

    a) indicare le ragioni obiettive in presenza delle quali il rinnovo dei contratti a tempo determinato può essere valido;

    b) la durata massima complessiva per la quale tali contratti possono essere successivamente conclusi;

    c) il numero di rinnovi possibili di tali contratti. (Fonte: laleggepertutti.it)

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